Città, Italia

Itinerario di 2 giorni a Palermo

Chi ha visto una volta il cielo di Palermo
non potrà mai più dimenticarlo.

JOHANN WOLFGANG VON GOETHE

Palermo, capoluogo della Sicilia, è una città tutta da scoprire. E’ il perfetto connubio tra arte, buon cibo ed un esempio perfetto di cultura arabo-normanna in Italia. La città è calorosa, coinvolgente, tradizionale e artistica.

Ho visitato Palermo a APRILE 2023, dopo esserci già passata nel giugno precedente, durante un tour estivo della Sicilia. Il tempo a disposizione in quell’occasione era veramente poco e soprattutto la città era troppo calda per essere visitata, quindi mi ero ripromessa di rivederla con calma in una stagione più fresca. Palermo si può visitare in ogni stagione dell’anno: in estate, preparandosi a un gran caldo e magari abbinandola a delle giornate al mare, o in tutti gli altri periodi dell’anno, visto che in Sicilia non è mai eccessivamente freddo.
Per visitare solo il centro storico saranno sufficienti 2 giorni pieni, se invece si vogliono visitare anche i dintorni oppure si vuole scoprire anche qualcosa di più sconosciuto ai classici tuor, dovremmo avere a disposizione 1 o 2 giorni in più.

MUOVERSI CON I MEZZI A PALERMO
● Trasporto dall’aeroporto
Generalmente la maggior parte dei turisti arrivano a Palermo atterrando all’Aeroporto Falcone-Borsellino, situato a Punta Raisi, a circa 30 km dal centro di Palermo.
Da qui si può scegliere di prendere:
– il treno 🚆
I treni da Punta Raisi partono ogni 2 ore, ai 47 di ogni ora (questi in 1 ora di viaggio raggiungono la stazione centrale di Palermo) e ai 28 di ogni ora (in questo caso sono più rapidi e raggiungono Palermo Centrale i 47 minuti). Il prezzo è di 6,50€ (prezzi aggiornati a aprile 2023)
– il bus 🚌
L’Aeroporto di Palermo è collegato con il centro di Palermo e con la Stazione Centrale grazie al servizio dell’autolinea Prestia e Comandè. Le corse partono ogni 30 minuti al costo di 6€ a persona (o 10€ A/R) (prezzi aggiornati a aprile 2023), con fermate intermedie a partire dall’ingresso in città. Gli autobus partono dall’aeroporto dalle 5 del mattino fino a mezzanotte circa e dalle 4 alle 21.30/22 dal centro città. Si possono acquistare i biglietti online, ma anche nell’area degli arrivi o con l’app della compagnia. 
Il bus è comodo per chi soggiorna in centro, avendo anche delle tappe intermedie che magari risultano più comode della Stazione centrale, che è comunque il capolinea, per chi dovesse cambiare bus per raggiungere l’albergo.
– il taxi 🚕
Con circa 35/40€ si potrà usufruire di un taxi privato per il centro città, per chi è disposto a pagare di più per avere tutte le comodità del caso (che comunque non mancano neanche sui mezzi pubblici)

● Biglietti del bus per visitare la città
La città si visita molto bene anche a piedi
visto che le attrazioni non sono molto lontane tra loro, ma per chi non volesse o non potesse camminare, o per chi dovesse spostarsi più lontano, è possibile usufruire dei bus che collegano praticamente tutta la città.
Costo dei biglietti del bus: (prezzi aggiornati a aprile 2023)
– Corsa singola (durata 90 minuti): €1,60 
– Biglietto giornaliero: € 3,50 
– Abbonamento sette giorni: € 23,5

Costo dei biglietti unici per tram, autobus e Trenitalia: (prezzi aggiornati a aprile 2023)
– giornaliero: 5,50€

SOGGIORNARE A PALERMO 🛌 
Sia durante il mio breve passaggio a Palermo nell’estate 2022 che nel mio soggiorno per visitare la città nel 2023 ho pernottato in un fantastico B&B da 10 e lode! Si chiama Meridiana B&B e si trova in Corso Pietro Pisani, 294. Il personale è davvero mega accogliente e avrà mille consigli per la vostra visita di Palermo. Unica pecca: non si trova esattamente in centro, ma a circa 1,2 km da Porta Nuova e 2 km dai Quattro Canti.


Giorno 1

Il primo giorno, dopo aver raggiunto la stazione centrale e poi l’albergo in bus ed effettuato il check-in, abbiamo visitato il quartiere di San Ferdinando, il famoso e movimentato centro della città. Si visita tutto a piedi e in non molto tempo, perché le tappe sono molto vicine tra loro (circa 2-3 ore a seconda del tempo che si dedica alla visita delle singole mete; noi ad esempio siamo entrati nella Cattedrale e per il resto degli edifici, abbiamo visto tutto da fuori).

📌Porta Nuova
Porta Nuova, ingresso del lato occidentale di Palermo, è una delle antiche porte d’accesso della città di Palermo, ma anche la principale. Un tempo, infatti, quando la città di Palermo era circondata da mura, vi erano delle porte di ingresso, la più importante delle quali era la Porta del Palazzo, chiusa del 1460 e sostituita con una adiacente, detta Porta dell’Aquila, poi detta appunto Nuova.

📌 Palazzo Reale e Cappella Palatina
Il palazzo Reale o dei Normanni è la più antica residenza reale di tutta Europa. Il Palazzo ha sempre goduto di grande fama per la sua bellezza e maestosità dai tempi della sua costruzione sotto la dominazione araba nel IX secolo. Purtroppo, dopo meno di 300 anni dalla sua realizzazione, il Palazzo fu abbandonato fino al XVI secolo, quando tornò ad essere dimora dei viceré spagnoli, sebbene tutti i rifacimenti e le demolizioni (come quella delle torri originali) ne hanno modificato l’aspetto originario. I Normanni usarono il palazzo come centro della loro monarchia, ma si deve a Ruggero II la costruzione della famosissima cappella interna al palazzo, ovvero la  “Cappella Palatina”, dedicata ai santi Pietro e Paolo. Il complesso era collegato in origine alla Cattedrale da una via coperta. Oggi il Palazzo è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Orari e prezzi (aggiornati a Aprile 2023)
Per le visite, il complesso è aperto tutti i giorni, eccetto il 25 dicembre e il 1 gennaio. Gli orari di apertura, eccetto variazioni (controllare sempre il sito) sono:
– dal lunedì al sabato: 8:30-16:30
– domenica e festivi: 8:30-12:30

Venerdì, Sabato, Domenica, Lunedì, FestiviMartedì, Mercoledì, Giovedì
Intero 19€15,50€
Ridotto (18-25 anni)17€13,50€
Ridotto (over 65)15,50€13,50€
Ridotto (14-17 anni)11€9€

📌Cattedrale di Palermo
La Cattedrale di Palermo (per esteso Basilica Cattedrale Metropolitana Primaziale della Santa Vergine Maria Assunta) è il simbolo di Palermo, impossibile non fermarsi ad ammirarla durante una passeggiata per Via Vittorio Emanuele. Accedendo dai cancelli, si apre la vista dapprima su dei bellissimi giardini di palme, ma a spiccare è proprio questa maestosa e imponente costruzione, fusione di stili diversi (arte greca, romana, araba, normanna, catalana e gotica). Dichiarata Patrimonio UNESCO dell’Umanità, la Cattedrale di Palermo è infatti il risultato della presenza di molteplici popolazioni nella città siciliana, sebbene lo stile maggiormente rappresentato sia quello normanno.
La Cattedrale fu costruita per la prima volta già nel IV secolo d.C., ma questa costruzione fu completamente distrutta dai vandali. Fu poi costruito un nuovo edificio, trasformato in moschea nell’831 e tornato ad essere cristiano coi Normanni. Il primo nucleo della Cattedrale odierna fu voluto dall’Arcivescovo Gualtiero Offamilio nel 1185, sul quale vennero fatte moltissime modifiche nel corso dei secoli, le più importanti delle quali avvenne nel 1781 secondo il progetto di Ferdinando Fuga per volere del re Borbone Carlo III, grazie al quale fu aggiunta la cupola che oggi vediamo.
L’area monumentale all’interno della Cattedrale comprende le tombe reali, la cripta, gli absidi, i locali del tesoro, i sotterranei e i tetti. E’ possobile visitare tutta l’area oppure solo delle parti.

Orari e prezzi (aggiornati a Aprile 2023)
L’entrata all’area di preghiera è gratuita, ma per visitare l’area monumentale e per i tetti occorre pagare un biglietto, a prezzi diversi a seconda dell’area che si vuole vedere. Qua sotto i prezzi esposti in biglietteria. Non è necessaria la prenotazione.

Per quanto riguarda gli orari, il consiglio è quello di controllare sempre sul sito ufficiale visto che subiscono variazioni a seconda del periodo dell’anno (specie nel periodo Natalizio).
Ad ogni modo, come orari indicativi:
– la Cattedrale è aperta dal lunedì al sabato dalle 7 alle 19 e la domenica dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 19

– l’area monumentale è aperta dalle 9:30 alle 14:30, il sabato dalle 9:30 alle 18, la domenica dalle 9 alle 13

📌Mercato di Ballarò
I mercati a Palermo sono un’istituzione e sono imperdibili! Questo, in particolare, è molto antico e si estende nel centro di Palermo, appena dietro Piazza Bellini e i Quattro Canti, infatti dalla Cattedrale basterà continuare a camminare per circa 300 metri e poi girare a destra: troverete il mercato da Piazza Casa Professa fino a Corso Tukory, con dei murales ad accogliervi! L’atmosfera caratteristica, i venditori folcloristici e i buoni prezzi del cibo non potranno che invogliarvi a provare il vero street food siciliano, seduti su dei comodi tavoli in molti casi. E mi raccomando, non lasciatevi spaventare dal rumore (e non focalizzatevi troppo sull’igiene, su questo ci sarebbe molto da migliorare)!

📌Quattro Canti
Eccoci in uno dei miei luoghi preferiti di Palermo: si tratta di una bellissima piazza a pianta ottagonale, composta da quattro palazzi agli angoli, ognuno dei quali ha una fontana alla base.
La Piazza nacque per collegare le due principali vie del centro (via Maqueda e quella che oggi è Via Vittorio Emanuele), a metà circa della loro lunghezza.
Guardando in alto, la geometria della piazza dà la sensazione che i tetti formino un cerchio, come a racchiudere il cielo! Questa piazza mi ha davvero incantata: semplice, ma stupenda.

📌Piazza Pretoria
A pochi metri dai Quattro Canti, troviamo subito un’altra bellissima Piazza, ovvero Piazza Petroria, dal nome della Fontana sua protagonista. E’ stata rinominata dai palermitani “Piazza della Vergogna“, a causa della nudità delle statue che la compongono.
Un’interessante curiosità è che la fontana era stata progettata e costruita in Toscana dallo scultore toscano Francesco Camilliani per ornare una villa fiorentina, ma fu poi comprata dal Senato Palermitano e inviata a Palermo smontata in 644 pezzi, per poi essere ricomposta in modo diversa rispetto al disegno originario.
Il palazzo alle spalle della fontana, Palazzo Pretorio, è sede del Comune di Palermo.

📌Piazza Bellini
A pochi metri da Piazza Pretoria, eccoci in Piazza Bellini, ricca di edifici e chiese: qui troviamo infatti le chiese della “Martorana“, San Cataldo, il Teatro Bellini e la facciata posteriore del Palazzo Pretorio.

Oltre a questi, l’edificio sicuramente più interessante nel quale entrare è la Chiesa e Monastero di Santa Caterina d’Alessandria: qua troverete un bellissimo giardino interno con panchine ad ingresso gratuito, mentre se vorrete accedere alle terrazze dovrete pagare 5€. Io non sono salita (ero appena salita sulle terrazze della Cattedrale), ma indipendentemente da quello che deciderete di fare voi c’è una cosa che però non potete mai e poi mai perdervi: a fianco del giardino, all’interno, troverete “I segreti del Chiostro”, una pasticceria monastica tradizionale che fa uno dei cannoli più buoni di Palermo, non perdeteveli!

📌Teatro Massimo
Per terminare la giornata con una passeggiata poco impegnativa e per visitare, almeno dall’esterno, gli ultimi due monumenti, ci siamo recati verso il quartiere Politeama. Passeggiando vi troverete davanti al Teatro Massimo Vittorio Emanuele, una bellissima struttura costruita nel 1897 che rappresenta il più grande edificio teatrale lirico d’Italia e uno dei più grandi d’Europa.

📌Politeama Garibaldi
Come ultima tappa della giornata, a 10 minuti di distanza dal Teatro Massimo, siamo andanti a vedere il teatro Politeama Garibaldi, dal 2001 sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. La struttura fu commissionata nel 1865 dopo l’indizione di un concorso internazionale per la costruzione di un nuovo teatro da intitolare a Ferdinando II. Questo edificio rappresenta un importante esempio di architettura neoclassica.


Giorno 2

Il secondo giorno le tappe sono state poche, ma molto ricche e significative ed hanno comunque impegnato tutta la giornata, senza fare corse. Il primo è stato un luogo un po’ singolare da vedere, ma sicuramente unico, ovvero le Catacombe dei Cappuccini, un po’ distanti dal centro, ma vicinissime alla mia sistemazione. Dopodiché, siamo tornati nel centro città per il mercato più famoso di Palermo e per visitare il quartiere della Kalsa, che dal centro porta alla parte più vicina al mare.

📌Catacombe dei Cappuccini
La prima meta della giornata sono state le Catacombe dei Cappuccini, non inserite in tutte le guide classiche di Palermo, ma super consigliato. Mi rendo conto che non è un luogo per tutti, potrebbe urtare la sensibilità di alcuni, ma se avete fegato, andateci!!
Si tratta di un “cimitero” scavato nel tufo, contenente 2mila corpi mummificati di persone vissute tra il XVI secolo e il 1920, con i loro vestiti originali. Si tratta delle catacombe più ampie del mondo.
La storia narra che furono qui scoperti 45 corpi che si erano mummificati per processi naturali. Per questo, dal 1783, i cappuccini offrirono posto a tutti i ricchi palermitani che potevano permettersi il processo d’imbalsamazione. Queste pratiche andarono avanti sino a fine 1800, quando poi vennero interrotte. Risalenti al 1900 ci sono solo due corpi: quello del vice-console degli USA e quello della piccola Rosalia Lombardo, di appena 2 anni, rinominata la “mummia più bella del mondo”.
Per soli 5€ (il biglietto si può acquistare solo alla biglietteria) potrete assistere a un luogo unico nel suo genere. Attenzione perchè dentro è severamente vietato fare foto e video, ci sono molti controlli a proposito!
Se ancora avete dei dubbi, visitate il sito ufficiale delle Catacombe.

📌Mercato della Vucciria
Tornati in centro ci rechiamo dietro piazza Pretoria, per visitare e mangiare al Mercato della Vucciria. Dopo Ballarò, la Vucciria è un altro dei famosi mercati di Palermo, il più antico e popolare. Si estende lungo la via Argenteria da via Roma fino alla piazza Garraffello. In passato era chiamato “Bucceria grande” per distinguerla dagli altri mercati meno importanti, mentre la parola “Bucceria” deriva dal francese “Boucherie” che significa macelleria, poiché il mercato inizialmente fu destinato alla vendita della carne (mentre oggi la Vucciria è un mercato dove si vende di tutto: carne, verdura, pesce etc), ma diventò presto anche sinonimo di baccano.
Il mercato è aperto dalle prime ore del mattino, fino a tarda notte, infatti la sera diventa un luogo di ritrovo per la movida notturna, specie il sabato sera quando spesso viene montata una pedana per dj in Piazza Garraffello.

📌La Kalsa
Dopo aver mangiato, riprendiamo la passeggiata per Via Vittorio Emanuele da dove l’avevamo interrotta il giorno prima: stavolta dai Quattro Canti si prosegue verso il porto della Cala, per poi visitare l’intero quartiere della Kalsa. Ecco le tappe da non perdersi:

– La Cala, antico porto di Palermo, ora porticciolo turistico contornato da bar e ristoranti. Perfetto per una passeggiata lungomare

– Murales Falcone e Borsellino, inaugurato nel 2017, non ha bisogno di presentazioni. E’ stato realizzato per volontà dell’Associazione nazionale magistrati su una parete dell’Istituto Nautico “Gioieni-Trabia” di Palermo e affaccia sul porto. Il murale, di dimensioni considerevoli, è ispirato al celebre scatto fotografico di Tony Gentile

– Porta Felice, si tratta di una delle porte di Palermo e in particolare quella che affaccia sul mare. Porta Felice era l’unica porta cittadina che veniva chiusa tardi la notte, infatti durante il XVIII secolo era usanza dell’aristocrazia trascorrere le serate estive vicino alla zona marina. Il nome “Felice” si deve alla moglie del vicerè che la fece edificare, donna Felice Orsini. Se ne avete la possibilità, passateci al tramonto: sarà bellissimo vedere il sole che tramonta all’interno della porta, come incorniciato.

– Foro Italico
Il Foro Italico di Palermo o passeggiata della Marina é una passeggiata sul lungomare di Palermo e si estende dalla Cala a villa Giulia, nel quartiere Kalsa. La passeggiata è completamente affacciata sul mare e contornata da molto verde. Tra gli elementi decorativi del Foro, vi sono dissuasori che dividono il prato dalla pista ciclabile a forma di birilli e delle panchine-divano.

– Murales nei pressi della Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa
L’ultima tappa di questo tour, ma non per importanza, è la Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa o meglio i murales nei suoi pressi. Costeggiando la Chiesa alla sua sinistra e proseguendo, troverete una bellissima via ricca di bellissimi murales (via Santa Teresa e poi ancora via dello Spasimo)


Ecco terminato il nostro tour di Palermo, una città piena di storia e arte, perfetta per un weekend, ma ottimale anche per una visita più lunga, dove esplorare meglio ogni angolo della città.

🍽️ DOVE MANGIARE A PALERMO
Per quanto riguarda il cibo a Palermo, così come in tutta la Sicilia, avrete l’imbarazzo della scelta. Street food è la parola d’ordine per mangiare cibo autentico e risparmiare, ma anche nei ristoranti troverete mille specialità.
I cibi assolutamente da provare sono: lo sfincione (una sorta di pizza alta e molto lievitata con un sugo di cipolle), pane ca’ meusa (panino con la milza), pane con panelle e crocchè (sottili frittelle realizzate con farina di ceci, oppure polpette fritte di patate), pollanche (pannocchie), trippa, stigghiola (budello di agnello o capretto cotta sulla brace), sarde a beccafico (involtini di sarde ripieni con pangrattato, uvetta e pinoli) e come dimenticare i cannoli e le arancine (mi raccomando, a Palermo sono “femmine”)

Alcuni luoghi dove ho mangiato che vi consiglio:
➞ 🍽️ Cerino D’Oro 1977 – Polleria e pizzeria, ottimo sfincione
➞ 🍽️ Testagrossa Focacceria – Street food e famosa rosticceria palermitana. Perfetta posizione (Piazza Indipendenza, all’ingresso del centro storico da Porta Nuova)
➞ 🍽️ Nino u Ballerino – istituzione palermitana dello street food, famoso per il Panino ca meusa
➞ 🍽️ Osteria Nonna Dora, osteria per provare tanti piatti tipici della cucina siciliana. Porzioni abbondanti
➞ 🍽️ Molo Sant’Erasmo, Trattoria sul Mare – al di là del Foro Italico, un ottimo ristorante vista mare, abbastanza chic, ma dai sapori autentici


Città, Italia, Tour a tappe

Itinerario di 3 giorni in Val d’Orcia (e dintorni)

La campagna toscana. Puro incanto, colori nitidi e contorni netti. E da qualche parte un borgo sulle colline che ti fa brillare gli occhi.

FABRIZIO CARAMAGNA

Forse sono di parte se dico che la mia amata Toscana è un posto magico, ma credo che chiunque altro l’abbia visitata, esplorata e vissuta possa dire lo stesso.
La Val d’Orcia in particolare è una zona unica, di un fascino straordinario, con i suoi castelli medievali, le sconfinate colline, gli antichi borghi e gli infiniti viali di cipressi. Tutto questo, e molto di più, fa parte dei meravigliosi paesaggi collinari che ne hanno fatto Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2004.
Questo territorio, che ha ispirato molti pittori rinascimentali, è anche il luogo di nascita di alcuni dei più preziosi ed apprezzati vini italiani, come il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, ma anche di molte altre specialità: il pecorino di Pienza, l’intenso olio di oliva, la selvaggina e tanto altro.

Ho visitato la Val d’Orcia a OTTOBRE 2021 per un week-end all’insegna del relax, del buon cibo e del buon vino e devo dire che è stato proprio così. Il tempo si è fermato e come mai in nessun altra vacanza mi son goduta la pace, il cibo, ogni paesaggio, ogni odore, ogni raggio di sole.

IL CONSIGLIO: USARE L’AUTO 🚗 
Se volete davvero rilassarvi, per questa vacanza scegliete l’auto. Vi permetterà di spostarvi tra le varie tappe liberamente, comodamente e sarà anche molto piacevole guidare in mezzo a questi panorami favolosi! Le tappe sono varie, non lontanissime tra loro, ma è necessario spostarsi da un borghetto all’altro, con più mete nella stessa giornata quindi se volete davvero esplorare bene la zona scordatevi i mezzi pubblici, che vi farebbero solo stressare (bisognerebbe necessariamente prendere i bus urbani e stare ai loro tempi e sarebbe magari difficile raggiungere un buon agriturismo per mangiare, un’azienda vinicola per una degustazione o un bel podere storico per trascorrere la notte nella pace che solo questo territorio può offrirvi.


Giorno 1

Partenza! Per me era abbastanza vicina: partivo dalla costa livornese. Proprio grazie al mio punto di partenza e la strada che comunque avrei dovuto fare ho deciso di dedicare il primo giorno a tre zone che in realtà non fanno parte della Val d’Orcia, ma che mi ci hanno piacevolmente accompagnato. In realtà si sono rivelate, seppure un po’ off-topic, tra le mete più interessanti di tutto il viaggio: siamo andati prima a Volterra, antichissimo paese della Valdicecina, tra le principali città-stato Etrusche e abbiamo arricchito il giro del già spettacolare borgo con la visita ai padiglioni dell’Ex Manicomio, che stra-consiglio!
Dopo il pranzo a Volterra, abbiamo raggiunto già la terra senese esplorando Monteriggioni, un borgo medievale che mi ha lasciato a bocca aperta!
E’ ora il momento di Siena, che non necessita di presentazioni! Essendoci già stata moltissime volte per me è stata per lo più un appoggio per la notte, ma un giro nel suo centro storico è sempre super gradito e, almeno Piazza del Campo – la famosa piazza del Palio – e la meravigliosa Cattedrale sono dei must che non potete proprio perdervi.

Anche se non fanno proprio parte della Val d’Orcia, il mio consiglio è di esplorare queste tre tappe, magari anche al ritorno dalla Val d’Orcia…comunque sia: non perdetevele!

VOLTERRA, la città etrusca

Volterra è una cittadina medievale, ma di origine etrusca, ed esplorandola potrete vivere tutta la sua secolare storia. E’ qua che la scrittrice Stephenie Meyer ha immaginato l’ambientazione del secondo capitolo della saga di Twilight, ma se volete camminare sugli stessi terreni del set dovrete aspettare, perché in realtà le scene sono state girate a circa 100 km di distanza, a Montepulciano.
Girando per Volterra vedrete anche molti oggetti realizzati in alabastro visto che, secondo un’ antica tradizione cittadina, il paese ricava il prezioso materiale dalle cave limitrofe sin dai tempi degli etruschi. 

 📌 Ex Manicomio di Volterra
Ne avevo sempre sentito parlare, essendo il vecchio manicomio più vicino a casa mia, nominato dalla generazione dei miei nonni in molte storie, ma in realtà si tratta del più grande manicomio d’Italia. 400mila m2 di superfice, di cui restano tanti padiglioni in disuso, abbandonati, altri riscoperti e altri ancora integrati nell’attuale ospedale di Volterra di Santa Maria Maddalena. Fu fondato nel 1888 e da 30 i malati diventarono, già ad inizio ‘900, più di 1000. Purtroppo finivano qua anche molti cittadini solo a causa di condizioni di povertà e scarse condizioni igienico-sanitarie: si trovavano costretti in queste strutture, trattati da pazzi, alla ricerca di diritti e dignità e non tanto aiutati a guarire, quanto abbandonati. Oltretutto, per espandersi, anche i pazienti furono impiegati come forza lavoro per costruire sempre più edifici. Solo con la Legge Basaglia l’ospedale Psichiatrico iniziò a dimettere pazienti.
Insomma, la storia del Manicomio, è davvero fitta ed interessante e potete scoprirne di più sul sito ufficiale, che trovate qui.
Grazie ai volontari, per lo più cittadini volterrani, il manicomio e la sua storia continuano a vivere, grazie a interessantissime e appassionate visite guidate tra i principali padiglioni, che vi faranno davvero vivere, almeno un po’, la situazione che sopportavano gli ospiti di questa struttura.

La prenotazione per la visita, con apposito form sul sito, è obbligatoria e si svolge generalmente il sabato e la domenica, con due turni, alle 11 e alle 14 (controllare bene il sito per le disponibilità).
La visita dura circa 2 ore e 30 e il costo è di 10€ (ad ottobre 2021), comprensivo di visita ai padiglioni  Charcot, Maragliano e Ferri e al museo dell’Associazione.

La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

SIMONE CRISTICCHI – Ti regalerò una rosa

Il famosissimo brano vincitore del Festival di Sanremo 2007 “Ti regalerò una rosa“ è in realtà tratto da una lettera dei primi decenni del secolo scritta da un internato del manicomio di Volterra e mai recapitata, «buttata in mezzo alle scartoffie, tra le cartelle cliniche dimenticate» come ha detto Simone Cristicchi, autore del brano, che ha intrapreso un viaggio nel manicomio. Grazie a questi ritrovamenti, e ad altri reperiti in altri manicomi d’Italia, Cristicchi ha scritto il suo intero disco “Dall’altra parte del cancello“.

Dopo l’emozionante visita del Manicomio, è arrivato il momento di vedere il centro di Volterra, magari dopo una bella mangiata.

 DOVE MANGIARE A VOLTERRA
🍽️ La Carabaccia – Piazza XX Settembre 4/5, 56048
Trattoria nel cuore di Volterra, di quelle che ti fanno sentire a casa, in cui si mangia bene e di qualità. Il menù cambia ogni giorno, ma la scelta è comunque varia e per ogni palato. Servizio impeccabile, gentili e disponibili.
Assaggiate i pici all’aglione: è una ricetta della tradizione contadina, originaria della Val di Chiana che unisce due grandi elementi della cucina toscana, ovvero i pici – un particolare formato di pasta tipico della zona e del senese – e l’aglione, una varietà di aglio coltivata solo nella zona sud della Toscana, più grande rispetto all’aglio, ma dal sapore più delicato.

📌 Fortezza Medicea
L’elemento più di risalto nello skyline volterrano è la Fortezza, voluta da Lorenzo il Magnifico, non solo a scopo difensivo, ma anche di controllo da parte di Firenze dopo la conquista di Volterra. Non è visitabile perché ospita una prigione. Adiacente alla Fortezza Medicea si trova uno degli archi di ingresso della città, Porta a Selci.

📌Teatro Romano
Camminate per le vie del paese, fino a quando vi troverete vicino alla porta Fiorentina, in Via Lungo Le Mura del Mandorlo, a guardare dall’alto una bellissima struttura, conservata fino ad oggi: il Teatro Romano. Costruito nel I secolo DC, l’anfiteatro sorge su un più antico sito etrusco ed è uno degli esempi di teatro romano meglio conservati e più belli di tutta Italia. Dietro il teatro, ci sono i resti delle terme romane del IV secolo e del foro romano. Il sito è stato rinvenuto solo nel 1951 a seguito di scavi archeologici.
Se volete visitarlo ed esplorarlo, il sito è aperto tutti i giorni da marzo a novembre, mentre il resto dell’anno solo il fine settimana. Il prezzo del biglietto intero ammonta a 15€, mentre il ridotto (per studenti universitari con tesserino, ragazzi 6-18, over 65, Soci Coop, FAI, TCI) a 12€ – prezzi di ottobre 2021.

📌Piazza dei Priori
In questa bellissima piazza si trova il municipio più antico di tutta la regione, cioè Palazzo dei Priori, costruito nel 1208, anche se la sua torre fu distrutta durante un terremoto e ricostruita nel XIX° secolo. La sua architettura ha ispirato la realizzazione del Palazzo Vecchio a Firenze. Oggi è sede di parte degli uffici comunali e di mostre temporanee.
Oltre a Palazzo dei Priori, nella Piazza si possono ammirare anche Palazzo Pretorio con la famosa Torre del Porcellino (chiamata così per la particolare forma della pietra apposta, che rappresenta un maialino, o forse un cinghiale) e altri edifici importanti come il Palazzo Vescovile.

📌 Duomo e Battistero
A breve distanza da Piazza dei Priori, in Piazza San Giovanni, sorge il Duomo, un edificio romanico del XII secolo costruito dove un tempo sorgeva un’altra chiesa. L’interno è stato modificato alla fine del XVI secolo in stile rinascimentale. Il Battistero, sito nella stessa piazza, è invece una struttura del XIII secolo, a base ottagonale. 

📌 Punto Panoramico in Piazza Martiri della Libertà
Uno degli scatti più famosi di Volterra è scattato da Piazza Martiri della Libertà: da qua si vede il Battistero e tutta la collina toscana intorno. Non perdetevelo!

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40 km (circa 45 minuti di auto)
da Volterra a Monteriggioni
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MONTERIGGIONI, la città castello

[…] però che, come in su la cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
così la proda che ‘l pozzo circonda
torregiavan di mezza la personali orribili giganti,
cui minaccia Giove del cielo ancora quando tona»

Dante Alighieri, Inferno canto XXXI, vv. 40-45

Impostate il navigatore, direzione Monteriggioni! Arrivati nel piccolo paesino del Senese, parcheggiate in quello che sulle mappe trovate segnalato come “Parcheggio pubblico“, proprio di fronte a una bellissima vista sulla collina circostante, oppure al “Parcheggio Cipressino“, poco più sotto ma comunque vicino.
Già dalla strada, noterete un piccolo borgo di appena 10mila abitanti, circondato da mura circolari e torri ben conservate, situato sulla sommità di una piccola collina coltivata a vigne e olivi. Il castello venne fondato nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena, con scopo difensivo contro la rivale Firenze, funzione che cessò a partire dalla metà del Cinquecento, quando Monteriggioni, insieme all’intero Stato Senese, venne annesso a quello fiorentino.
L’atmosfera è davvero unica e suggestiva, tanto che vari registi del calibro di Mario Monicelli, Francesco Nuti e Neri Parenti, hanno ambientato i loro film proprio a Monteriggioni, nei pressi del castello. Gli appassionati di Assassin’s Creed, invece, potranno ritrovare nel paese le ambientazioni delle gloriose gesta di Ezio Auditore. In particolare, negli episodi Assassin’s Creed II e Assassin’s Creed: Brotherhood, il castello di Monteriggioni è sede della residenza della famiglia Auditore, oltre ad essere il luogo dove si trova la cripta degli assassini. E’ proprio in questa ambientazione che si tiene ogni anno a luglio si tiene un’importante festa medievale, durante la quale nelle strade e nelle piazze si alternano danze in costume, spettacoli e iniziative di vario tipo.

Il centro storico di Monteriggioni, di forma quasi circolare, è davvero molto piccolo, con un diametro di soli 170 metri, ma non fatevi spaventare: è un concentrato di bellezza!
Ecco cosa non perdervi:

📌 Le mura
Le mura di Monteriggioni hanno una forma ellittica, costituite da 15 torri e due porte. E’ possibile passeggiare lungo le mura, anche se non nella loro totalità: esistono due tratti calpestabili, detti camminamento sud e camminamento nord. La passeggiata sulle mura è dunque molto corta, ma comunque suggestiva, perché regala splendide visuali, sia del paese dall’alto, sia sulla campagna circostante. La camminata non è comunque indispensabile secondo me, visto che appunto per il momento non si può percorrere tutto il percorso circolare.
Ad ogni modo, se decidete di pagare il biglietto, questo costa 4€, comprensivo di un piccolo museo. Le biglietterie sono aperte tutti i giorni dalle 09:30 alle 13:30 e dalle 14:00 alle 19:30 (aggiornato a ottobre 2021).

📌 Le porte
Le porte d’accesso alla città sono due: Porta Franca, o porta Romea (visot che guarda verso Roma), e Porta Fiorentina, o di San Giovanni. Esse si trovano alle due estremità opposte del centro, e sono collegate da Via I Maggio. La più utilizzata per l’accesso è sicuramente la Porta Franca, dato che i parcheggi si trovano da questo lato, però non perdetevi la Porta Fiorentina, perché da qui c’è un bellissimo panorama sulle colline senesi, che vi auguro di ammirare al tramonto, come è successo a me: sarà uno di quei tramonti che non vi scorderete mai!

📌 Piazza Roma e Chiesa di Santa Maria Assunta
La piazzetta principale della città, ospita la chiesa di Santa Maria Assunta, una piccola chiesetta, dei primi anni del 1200, con una facciata in pietra in stile romanico. Sul retro della chiesa spunta il campanile, a pianta quadrata.
Nella piazzetta troverete anche tavoli all’aperto dove rilassarsi sorseggiando un buon vino o un semplice caffè!

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18 km (circa 22 minuti di auto) da Monteriggioni a Siena
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SIENA

Come ho già detto, per me Siena è stata perlopiù un appoggio per la notte in questa vacanza e solo una visita veloce, motivo per cui non la tratterò approfonditamente in questo articolo. Sicuramente se voleste visitarla bene, vedendo tutti i suoi magici luoghi e monumenti, magari entrandoci, vi servirebbe tutta la giornata (se avete un giorno in più fermatevi qua il giorno successivo al vostro arrivo e poi continuate il tour)! Se però siete solo di passaggio potete fare un giro veloce e anche se l’avete già vista, come è successo a me, non vi stancherete mai di ammirare Piazza del Campo, considerata una delle più belle piazze al mondo, con il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia. L’altra tappa imperdibile e unica nel suo genere è il Duomo di Siena, uno dei più belli che io abbia mai visto, dominato dalla bicromia tra bianco e nero.

🛌 DOVE DORMIRE A SIENA
Ho dormito a Villa di STR grazie a una Smartbox che avevo ricevuto in regalo e, tra le strutture presenti a Siena, c’era questo B&B di cui sono rimasta piacevolmente sorpresa: belle camere e pulite, parcheggi gratuiti nelle vicinanze (su Via Vittorio Emanuele oppure al parcheggio “Il Campino”) e situato a 10 minuti a piedi dal centro storico di Siena, comodissimo per visitarla!


Giorno 2

Fatta la colazione e salutata Siena, siamo pronti per un’altra giornata toscana, quella che veramente ci porta nel cuore della Val d’Orcia: eccoci nei paesi di Montalcino e Pienza (che per me è stata la ciliegina sulla torta di questo bellissimo viaggio), pronti per una degustazione per assaporare il Brunello e scoprirne la storia. Per non farci mancare niente, non poteva mancare la visita a due simboli della Val d’Orcia: i cipressi di San Quirico e la Cappella della Madonna di Vitaleta.

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43 km (circa 50 minuti di auto) da Siena a Montalcino
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MONTALCINO, il paese del Brunello

📌 Il paese di Montalcino
Montalcino è un piccolo paese medievale che deve la sua fama alla produzione del Brunello. Consiglio di camminare senza meta tra i suoi vicoli, ammirare le cantine e i rivenditori di vino e contemplare gli scorci che, dal paese, regalano bellissime viste sulla collina circostante.
Le Mura intorno alla cittadina furono innalzate nel 1100: la fortificazione, lunga ben 4 km, alterna 13 torrioni e 6 porte. A dominare c’è la Fortezza di Montalcino, o La Rocca, eretta nel 1361 quando Montalcino passò sotto il dominio di Siena. Qui si tiene ogni anno, nel mese di Luglio, il famoso Jazz & Wine Festival.
Passeggiando per Montalcino, sarà impossibile non passare per Piazza del Popolo, cuore pulsante del paese, caratterizzato da numerose logge e dal Palazzo dei Priori, con la sua alta e stretta torre, oggi sede del Comune.
A fianco della Chiesa della Madonna del Soccorso, appena fuori dalle mura, c’è un’area verde con delle panchine dove rilassarsi, con una vista impagabile. Su Google Maps è indicata come “Relaxing view“.

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6 km (circa 10 minuti di auto) da Montalcino a Corte Pavone
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📌 Visita guidata e degustazione a Corte Pavone
Un bellissimo cancello con muretto in pietra e un viale di cipressi che sembra infinito, intorno una vista cinematografica: eccoci all’ingresso, spettacolare, della Tenuta Corte Pavone, di fronte a Montalcino. 19 ettari di terreno e una varietà di vini, biologici e biodinamici, che si basa quasi esclusivamente su un solo vitigno, il Sangiovese.
La cantina è stata fondata del 1979, dalla famiglia altoatesina Loacker. Dal 1998 è il figlio del fondatore ad occuparsene e oggi, insieme ai fratelli, mantiene in vita la storia della famiglia. Questa storia, insieme a molte altre, verranno raccontate durante la visita guidata nel vigneto e nella voltaia, accompagnata da una degustazione con spuntini. L’attività è prenotabile su Tripadvisor a questo link, secondo disponibilità. Prezzo ad Ottobre 2021: 35€
Durante la visita (che per noi si è svolta in modalità privata essendo da soli), viene spiegato tutto il processo di produzione del vino, dalla coltivazione e dalla scelta delle uve e dei terreni, fino alla raccolta, all’imbottigliamento e all’invecchiamento, visualizzando tutti i vari luoghi dove questo processo ha vita.
Una di queste visite è assolutamente imperdibile durante un giro della Val d’Orcia sia per approfondire e scoprire meglio argomenti già conosciuti, sia per chi, come me, della materia ne sa ben poco e vuole scoprire qualcosa in più su questo affascinante mondo, che ha dietro di sé un duro lavoro e un bisogno di innumerevoli conoscenze, anche teoriche.
Il tutto si conclude con uno spuntino e con la degustazione di pregiati vini, con l’aiuto e l’accompagnamento di esperti che vi faranno apprezzare ancora di più questi preziosi prodotti.

Per i più curiosi e per chi volesse approfondire, l’azienda ha altri sedi (e quindi altri vini) in Maremma e in Alto Adige, vicino a Bolzano. Tutte le informazioni necessarie sono sul sito ufficiale dell’azienda.

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15 km (circa 19 minuti di auto) da Corte Pavone-Montalcino ai Cipressi di San Quirico
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CIPRESSI DI SAN QUIRICO D’ORCIA

Uno dei luoghi più amati e fotografati della Val d’Orcia, icona indiscussa dell’immagine della Toscana e dell’Italia intera, è sicuramente il boschetto di cipressi sulle colline di San Quirico d’Orcia. Appartengono, non a caso, al gruppo di 55 piante toscane inserite nell’elenco degli alberi monumentali italiani che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico o per l’importanza storica e culturale che rivestono.
Trovarli è semplice, basta percorrere la Via Cassia e arrivare in prossimità del km 189, in località “i Triboli“.

Nel periodo in cui ho visitato i cipressi ho avuto la possibilità di ammirare le dodici opere monumentali di Helidon Xhixha, sparse tra la Val d’Orcia, e presenti anche a San Quirico. Le sculture, in tutto 12, realizzate in acciaio lucido e levigato, sono state create per celebrare i 50 anni di “Forme nel Verde”, la più longeva mostra internazionale di scultura. Alcune delle opere sono disposte negli Horti Leonini di San Quirico, nei pressi della cappella di Vitaleta, a Bagno Vignoni e in piazza del Duomo a Siena. Al centro del gruppo dei Cipressini, trova posto l’opera Ionic Column, che cattura e riflette gli alberi con la sua superficie a specchio.

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11 km (circa 13 minuti di auto) dai Cipressi di San Quirico alla Cappella della Madonna di Vitaleta
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CAPPELLA DELLA MADONNA DI VITALETA

La Cappella della Madonna di Vitaleta è una chiesina tardo-rinascimentale, di proprietà privata, ma è possibile comunque visitarla esternamente e ovviamente fotografarla. Per arrivare, si percorre la strada provinciale 146 di Chianciano e poi si seguono le indicazioni per la Cappella. Benchè si possa giungere quasi a ridosso della chiesa, in realtà è necessario parcheggiare l’auto in un piazzale e percorrere circa 200 metri a piedi lungo un sentiero ben visibile.

Negli spazi verdi attigui alla chiesa si trovavano, nel periodo della mia visita, le opere Conoscenza e Abbraccio di Luce di Helidon Xhixha.

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6,5 km (circa 11 minuti di auto) dalla Cappella della Madonna di Vitaleta a Pienza
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PIENZA, la “città ideale”

Per visitare Pienza, esistono vari parcheggi a pagamento appena nei dintorni del centro storico, altrimenti, se volete un parcheggio gratuito, quello di Via S. Gregorio è molto vicino al centro storico (circa 300 m) e comodo per raggiungerlo, se trovate posto libero.

Un tempo Pienza era una città medievale, ma fu rasata al suolo e ricostruita da Papa Pio II in stile rinascimentale. Proprio nel Rinascimento, veniva chiamata la “Città ideale”. L’architettura, la vista panoramica e l’atmosfera che si respira in questo borgo ha ispirato artisti, pittori, fotografi, ma anche registi come Franco Zeffirelli, che ha trovato qui l’ispirazione per il film Romeo&Giulietta.
Personalmente, Pienza è stata in assoluto il borgo che mi è piaciuto di più dell’intera Val d’Orcia, una chicca da non perdersi, affascinante e romantica!
Come gli altri borghi è di piccole dimensioni, ma ci sono dei luoghi che non potete perdervi:

📌 Piazza Pio II – Duomo di Pienza, Palazzo Piccolomini e Palazzo vescovile
La piazza Pio II, cuore del borgo, prende il nome da Papa II Piccolomini, che ricostruì la Pienza rinascimentale. Gli edifici della piazza sono costruiti in travertino, che dona loro un bel color miele.
Nel centro della piazza spicca il Duomo di Pienza, o Cattedrale dell’Assunta, che ospita importanti e notevoli dipinti dei più rinomati artisti del epoca. Sopra l’antica cripta si erge un campanile dalla forma ottagonale.
Sulla destra del Duomo si trova il Palazzo Piccolomini, la cui loggia si affaccia su un meraviglioso giardino pensile con una vista panoramica eccezionale. Proprio il palazzo, fu scelto da Franco Zeffirelli per girare alcune scene del film Romeo e Giulietta. Fuori dal Palazzo si può ammirare il bellissimo “Pozzo dei cani“.
A sinistra del Duomo, troviamo il Palazzo Vescovile, conosciuto come Palazzo Borgia, visto che fu donato da Pio II a Rodrigo Borgia, poi divenuto papa Alessandro VI. L’edificio, caratterizzato dalle finestre a croce guelfa, oggi ospita il Museo Diocesano, istituito nel 1901 per ospitare un percorso espositivo di opere d’arte di 11 sale.

📌 Palazzo comunale
Di fronte al Duomo, troviamo il Palazzo Comunale, antica residenza dei Priori della cittadina e per questo chiamato anche Palazzo Pretorio. Esso rappresenta l’ultimo edificio costruito nella piazza di Pienza, nel 1400. È caratterizzato da un portico di tre arcate appoggiate su colonne ioniche.

📌 Le “strade dell’amore”
Molte delle strade della parte rinascimentale di Pienza portano nomi romantici. Camminate perdendovi per le stradine del borgo e troverete “Via del bacio“, “Via della fortuna” e “Via dell’amore“.

Non perdetevi un aperitivo all’Idyllium, un bar nato nelle ex scuderie di Palazzo Piccolomini che offre una bellissima vista sulle colline circostanti. Il locale è diventato famoso anche grazie all’ampio utilizzo di erbe spontanee locali.

Chiuso il martedì.

🛌 DOVE DORMIRE A PIENZA
Se cercate il soggiorno perfetto, Borgo Sant’Ambrogio fa per voi! Si tratta di una vera e propria oasi di relax, composta di un podere e tanto verde, oltre che una grande piscina. La struttura, immersa nel verde, è panoramica e accogliente. Va raggiunta in auto, visto che non si trova proprio nel centro di Pienza, bensì a 8 km da esso, ma è proprio la sua posizione a donargli un’ottima vista sul territorio circostante.

Se sceglierete come noi la mezza pensione, troverete una colazione abbondante, variegata e con ottime scelte “casalinghe”. Per quanto riguarda la cena, l’atmosfera è magica, a partire dalla bellissima sala, al servizio impeccabile e alla qualità del cibo.


Giorno 3

Il terzo ed ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla visita degli ultimi due importanti paesini della Val d’Orcia, ovvero Bagno Vignoni e Montepulciano, passando per la bellissima e caratteristica “Strada della Foce”, una delle vie di cipressi più famose al mondo.

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15 km (circa 20 minuti di auto) da Pienza a Bagno Vignoni
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BAGNO VIGNONI, la città termale

Arrivati a Bagno Vignoni vi troverete di fronte a un borgo unico al mondo, composto da soli 30 abitanti. Infatti, la particolarità unica della “città termale” è la piazza centrale (o Piazza delle Sorgenti), risalente al Cinquecento, occupata da una grande vasca piena di acqua termale. Intorno alla vasca, assolutamente non balneabile, si affacciano edifici rinascimentali e il loggiato di Santa Caterina da Siena. Le acqua dalla vasca vanno in parte ad alimentare i numerosi stabilimenti termali distribuiti in tutto il paese ed in parte si dirigono verso una vicina rupe calcarea. Proprio dalla rupe le acque precipitano nel fiume Orcia nasce il cosiddetto “Parco dei Mulini“, in nome degli antichi mulini conservati nei sotterranei e delle vasche di accumulo che vanno a formare le terme libere di Bagno Vignoni. Il parco dei Mulini è liberamente visitabile e una visita merita davvero la pena per osservare da vicino quest’opera di ingegneria idraulica complessa. In estate, potrete trovare persone che fanno il bagno nella vasca di accumulo del Mulino di Mezzo, di color turchese grazie al calcare depositato sul fondo. C’é anche una cascatella usata come idromassaggio e diversi rivoli ideali per pediluvi. L’acqua è appena tiepida, quindi se volete provare un bagno, recatevi a Bagno Vignoni nella stagione calda.

La sorgente d’acqua termale racchiusa nella vasca rettangolare cinquecentesca ospitava, nel periodo della mia visita, un grande Iceberg in acciaio emergente dal fondo della vasca, appartenente alla serie di opere di Helidon Xhixha, già incontrate in altri borghi della Val d’Orcia.

Se volete trovare altre terme libere nei pressi della Val d’Orcia, guidate altri 17 km a partire da Bagno Vignoni: arriverete a Bagni San Filippo, un altro paese di sorgenti naturali termali, molto meno famose e affollate delle altrettanto toscane Terme di Saturnia, ma lo stesso stupende! Circondate da formazioni calcaree e cascate, sapranno regalarvi non solo un bellissimo bagno in acque calde, ma anche un paesaggio pazzesco. Non da meno, sono completamente gratuite!

🍽️ DOVE MANGIARE A BAGNO VIGNONI
Non potrete andarvene da Bagno Vignoni senza aver assaggiato le prelibatezze del ““, molto vicino alla Piazza Centrale. Troverete un servizio veloce e gentile, buoni prezzi e una vasta scelta di cibo, sia sul menù che fuori menù. Nel giorno della mia visita ho trovato un piatto fuori menù strepitoso che vi consiglio: gli spaghetti alla chitarra al vino con guanciale e pecorino.

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15 km (circa 17 minuti di auto) dalla Bagno Vignoni al punto panoramico della Strada della Foce
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LA STRADA DELLA FOCE

Il simbolo più famoso del paesaggio toscano sono le stradine curve contornate dai cipressi che salgono per le meravigliose colline. Nonostante di queste strade ce ne siano molte, la Strada della Foce è tra le più famose e suggestive. Questa si trova nella strada che da Chianciano scende verso la Val d’Orcia.
Un’altra tra le più fotografate è quella che porta da Montepulciano a Monticchiello!

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12,5 km (circa 18 minuti di auto) dal punto panoramico della Strada della Foce a Montepulciano
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MONTEPULCIANO, la città del vino nobile

Il piccolo borgo di Montepulciano è noto a livello internazionale soprattutto come una delle migliori aree vinicole al mondo. Per visitarla al meglio, la cosa migliore è percorrerla tutta a piedi, dalla parte bassa della città fino a risalire verso il centro del borgo (portatevi delle scarpe comode perché le salite sono tante!).
E’ per le sue vie che sono state girate varie scene di New Moon (sebbene spacciate per Volterra).

📌 Chiesa di Sant’Agostino
Partendo dalla parte bassa del borgo, per intendersi dalle parti di Porta al Prato, si risale il paese e una dei primi edifici che si incontreranno sarà la Chiesa di Sant’Agostino, situata in Piazza Michelozzo e risalente al 1285.

📌 Torre di Pulcinella
La torre dell’orologio di Pulcinella è un originale edificio con orologio ancora funzionante situato in piazza Michelozzo, vicino alla chiesa. Secondo la leggenda, fu un vescovo napoletano a porre la statua di Pulcinella sulla torre. Ad oggi elettrico, un tempo era caricato tutte le sere dal signor Dino e dalla signora Marisa, sua moglie.

📌 Museo Civico
Il Museo Civico di Montepulciano, situato a pochi passi da Piazza Grande, è collocato all’interno di Palazzo Neri Orselli. Esso ospita la Pinacoteca Crociani, composta da circa 180 dipinti risalenti agli anni dal XIV al XIX secolo.

📌 Piazza Grande
Eccoci arrivati nel cuore di Montepulciano, nella sua piazza centrale, interamente pedonale.
In questa grande piazza svetta, maestoso, il Palazzo Comunale dalla facciata in stile gotico-rinascimentale, progettata dall’architetto fiorentino Michelozzo che voleva ricordare Palazzo Vecchio. Al centro della facciata è possibile ammirare la Torre civica.
Altro edificio della piazza, di minor impatto, è il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria Assunta, risalente alla fine del XVI secolo, dalla facciata incompiuta e con una torre campanaria del ‘400.
Nella Piazza sorgono anche vari palazzi: davanti al Palazzo Comunale si trova il Palazzo Contucci, mentre davanti alla Cattedrale si trovano, da sinistra verso destra, Palazzo Capitano del Popolo ed il Palazzo Nobili Tarugi. Tra questi due edifici è possibile ammirare il pozzo dei Grifi e dei Leoni, che presenta al centro lo stemma dei Medici.

📌 Fortezza Medicea
La Fortezza è originaria del 1200, ma è stata più volte distrutta e ricostruita durante la sua storia, poichè al centro delle guerre tra Siena e Firenze. L’aspetto che ha oggi risale al 1885, quando fu ristrutturata dal senese Augusto Corbi. Al suo interno, per buona parte è adibita a spazio espositivo, altre zone sono invece riservate ad un’università americana.

📌 Belvedere Porta di Collazzi e Tempio di San Biagio
La chiesa, o tempio, di San Biagio, si trova a poche centinaia di metri dal centro di Montepulciano ed è raggiungibile a piedi o in auto, oppure è apprezzabile dal Belvedere Porta di Collazzi, vicino alla Fortezza.

📌 Porta delle Farine e Belvedere
Quello di Porta di Collazzi non è l’unico belvedere di Montepulciano e le viste che offre questo borgo sono mozzafiato da ogni angolo. Da Porta delle Farine, una delle porte di accesso al borgo, c’è un’altra magnifica vista da cui osservare un bellissimo tramonto.

📌 Cantina Ercolani
Sicuramente uno dei luoghi più particolari che ho visto in questo viaggio l’ho scoperto entrando nella cantina Ercolani: qui non troverete solo svariate qualità di vini e assaggi di cibo toscano, ma scoprirete una vera e propria città sotterranea (che si può visitare gratuitamente). Già, perché sotto i palazzi nobili del centro si trova un labirinto di cunicoli e cripte, all’interno dei quali la famiglia Ercolani espone fossili, strumenti di tortura e reperti legati al mondo del vino. Inoltre, è qui che si trovano botti di rovere adibite all’invecchiamento del vino Nobile del Montepulciano D.O.C.G. e Vin Santo di Montepulciano D.O.C.


Che giorni rigeneranti, all’insegna del buon cibo e del buon vino e di panorami mozzafiato. Tre giorni in Val d’Orcia vi ricaricheranno, vi rilasserete e vi sembrerà di trovarvi in un luogo lontano dal tempo.
Quindi, se avete un weekend libero, che aspettate ad andare?!

Città, Italia

Itinerario di 5 giorni a Napoli (e dintorni)

Io che ho girato tutto il mondo…
‘o sole ‘e Napule nun l’aggia maje truvate a nisciuna parte!

ROBERTO MUROLO

Se non siete ancora stati a Napoli, dovete organizzare assolutamente una visita della città al più presto, non ve ne pentirete. E’ decisamente una delle mie città preferite, un luogo in cui mi va di tornare almeno una volta all’anno. Napoli è una città piena di storia, di angoli da esplorare, di buon cibo in ogni via, una città fatta di sole e di mare, di ambulanti e di intrattenimento: insomma, a Napoli non vi mancherà proprio niente!

Ho visitato Napoli a MARZO 2022, in seguito alla vacanza estiva in Campania del 2021 a Ischia, Sorrento, Capri e Costiera, dopo la quale non potevo non recarmi nel capoluogo campano, che volevo godermi bene con una vacanza dedicata.

MUOVERSI CON I MEZZI A NAPOLI
● Trasporto dall’aeroporto 🚐
Per chi arriva a Napoli con l’aereo esiste Alibus, una linea di autobus apposita che garantisce il collegamento diretto tra l’Aeroporto Internazionale di Napoli e il centro città, facendo delle fermate alla Stazione Centrale, al Porto e al terminal della Stazione Marittima. Il biglietto di questo servizio è acquistabile a bordo, presso le rivendite autorizzate (tabacchi, edicole, bar), presso gli ANM Point oppure online. Il costo dei biglietti del bus navetta è di 5€. Con la stessa cifra, oltre a “Alibus corsa singola” è possibile comprare “Unico Alibus”, valido per 90 minuti dalla prima convalida, che permette di effettuare un viaggio sul bus navetta Alibus e poi, se necessario, di proseguire utilizzando altri mezzi di trasporto gestiti dalle compagnie del Consorzio Unico Campania, all’interno dell’area urbana di Napoli.

● Biglietti del bus per visitare la città
Costo del biglietto per corsa singola:
- €1,10 biglietto ANM (biglietti interni, anche metro)
– €1,30 biglietto EAV (biglietti extraurbani)
– €2,20 biglietto Trenitalia 
Costo abbonamento: 
– giornaliero € 3,50 sia con ANM che con EAV
– settimanale € 12,50 sia con ANM che con EAV

Scaricate l’app “Unico Campania” su Google Play o su App store per calcolare i percorsi, i prezzi e comprare i biglietti.

● Biglietti TIC
Grazie al biglietto TIC (Ticket Integrato Campania) si può viaggiare all’interno dell’area di Napoli su tutti i mezzi di trasporto delle diverse aziende di trasporto locali (esclusa la linea Alibus) con un unico biglietto e senza la preoccupazione di dover acquistare titoli di viaggio diversi. Nel mio viaggio non ho mai avuto il bisogno di usare questo tipo di biglietto, comunque i prezzi sono:
– Corsa singola (durata 90 minuti): €1,60 
– Biglietto giornaliero: € 4,50 
– Abbonamento sette giorni: € 16,00 

● Orari Metropolitana
La metropolitana è in funzione tutti i giorni dalle 6:00 alle 23:00 circa.

SOGGIORNARE A NAPOLI 🛌 
Per la vostra permanenza a Napoli vi consiglio di prenotare nei pressi di Via Toledo. Io mi sono trovata benissimo, con una stanza a pochi passi proprio dalla fermata metro Toledo: a dieci minuti da piazza del Plebiscito, in una via piena di negozi e servizi, i quartieri spagnoli a due passi e tantissimi ristoranti raggiungibili a piedi. Visitando la città mi è capitato di passare vicino alla camera anche non volendo, potendone approfittare per una pausa o per prendere o lasciare qualcosa. Da lì anche la sera sarete vicini a tutto e non dovrete avere le preoccupazioni dei mezzi o di trovarvi in zone marginali o poco sicure.


Giorno 1

Il primo giorno, dopo aver raggiunto la stazione centrale e poi l’albergo in metro ed effettuato il check-in, abbiamo visitato il quartiere di San Ferdinando, il famoso e movimentato centro della città. Si visita tutto a piedi e in non molto tempo, perché le tappe sono molto vicine tra loro (circa 1-2 ore a seconda del tempo che si dedica alla visita delle singole mete; noi ad esempio non siamo entrati da nessuna parte e abbiamo visto tutto da fuori).

📌Fermata metropolitana di Toledo
Toledo è una stazione della linea 1 della metropolitana di Napoli e secondo il quotidiano inglese “The Daily Telegraph” è la stazione della metropolitana più bella d’Europa. Per vedere l’interno bisogna arrivare alle scale mobili, comprando il biglietto quindi, a meno che non arriviate in metro a Toledo per raggiungere l’aeroporto una volta arrivati a Napoli, aspettate di dover prendere la metro per vedere questa particolare stazione della metro.
Toledo inoltre non è l’unica stazione della metropolitana da vedere, infatti tutta le fermate della linea 1 sono state progettate da famosi architetti e compongono le cosiddette “Stazioni dell’arte”. Tentate di vedere almeno Dante e Università.

📌 Galleria Umberto I
La galleria Umberto I è una galleria commerciale costruita a Napoli tra il 1887 e il 1890. È dedicata a Umberto I d’Italia, come omaggio al Re e in ricordo della sua generosa presenza durante l’epidemia di colera del 1884, che mostrò l’esigenza di un “risanamento” della città.

📌 Castel Nuovo (Maschio Angioino)
Castel Nuovo, chiamato anche Maschio Angioino o Mastio Angioino, è uno storico castello medievale rinascimentale fatto costruire nel 1266 da Carlo I d’Angiò ed uno dei simboli di Napoli. Il castello, che domina piazza Municipio, fa parte di un complesso in cui è situato anche il Museo Civico. In particolare, questo complesso fu costruito in una posizione strategicamente rilevante volta ad incrementare il sistema difensivo della città che era già composto dal Castel dell’Ovo, ormai ritenuto una struttura obsoleta, e da Castel Capuano, che si trovava in posizione poco strategica e lontana dal mare. Essendo il Castel dell’Ovo e il Castel Capuano fortezze già edificate anni prima, a questo nuovo complesso fu dato il nome di Castel Nuovo, per differenziarlo dalle altre due strutture.

📌 Teatro San Carlo
Il Real Teatro di San Carlo, è il teatro lirico di Napoli. Fondato nel 1737, è uno dei teatri d’opera più antichi d’Europa e del mondo ad essere tuttora attivo. È stato creato 41 anni prima del Teatro alla Scala di Milano e 55 anni prima del Teatro La Fenice di Venezia. Conta una vasta platea, cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico. Date le sue dimensioni, struttura e antichità è stato un modello per i successivi teatri d’Europa.

📌 Piazza del Plebiscito e Basilica di San Francesco di Paola
Questa maestosa piazza risalente al XIX secolo è forse il luogo più conosciuto di Napoli. I meravigliosi edifici del Palazzo Reale e della Chiesa di San Francesco di Paola si ispirano al Pantheon romano. La Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola, ubicata in piazza del Plebiscito, è considerata uno dei più importanti esempi di architettura neoclassica in Italia.

📌 Palazzo Reale
Alle spalle di Piazza del Plebiscito sorge il Palazzo Reale di Napoli, un edificio storico, prima residenza dei viceré spagnoli per oltre centocinquanta anni e poi ceduto nel 1919 da Vittorio Emanuele III di Savoia allo Stato. Ad oggi è adibito principalmente a polo museale ed è sede della biblioteca nazionale.


Giorno 2

Il secondo giorno ci siamo diretti verso il mare, abbiamo visto Castel dell’Ovo e poi abbiamo percorso il lungomare che ci ha portati fino al quartiere di Chiaia. Nel pomeriggio siamo andati sulla collina di Napoli, il Vomero, dove dall’alto si può ammirare il bellissimo panorama.

📌 Castel dell’Ovo e Borgo Marinari
In neanche mezz’ora si raggiunge da via Toledo Castel dell’Ovo, facendo una bella passeggiata sul mare. E’ il castello più antico della città di Napoli ed è uno degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del golfo. Si trova tra i quartieri di San Ferdinando e Chiaia, di fronte a via Partenope. Dietro a Castel dell’Ovo è possibile visitare il Borgo Marinari, piccolo incrocio di vie pieno di bar e ristoranti in riva al mare.

📌 Lungomare Caracciolo
Percorrete una delle passeggiate più suggestive di Napoli. Lungo circa 4 km, inizia dal Borgo Santa Lucia e arriva alla fine di Via Caracciolo. Io l’ho percorsa dal Castello all’ingresso della Villa comunale, per circa 500 m. A parte la vista mozzafiato, rimarrete incantati dagli artisti di strada che accompagneranno la vostra passeggiata.

📌 Villa Comunale
Dopo la camminata lungomare, abbiamo fatto accesso alla Villa comunale, ovvero un vasto giardino piantato a lecci, pini e palme (anche se noi lo abbiamo trovato un po’ spoglio, vista la stagione) che si estende per oltre 1 km tra piazza della Vittoria e piazza della Repubblica, fiancheggiato dalla Riviera di Chiaia e da via Caracciolo.

📌 Piazza dei Martiri
Per ritornare in via Toledo siamo passati da questa piazza di Napoli che collega il mare con il quartiere di Chiaia, ad oggi considerato il quartiere alto-borghese della città partenopea.

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A questo punto da Chiaia si può tornare in appena 1 km di camminata verso via Toledo, passando da Piazza del Plebiscito, dove ci sono due modi per raggiungere il Vomero:
1. usare la “Funicolare centrale” di ANM da AUGUSTEO a FUGA (700 m da Castel Sant’Elmo) – corse ogni 10 minuti
2. usare la metro LINEA L1 da TOLEDO a VANVITELLI (700 m da Castel Sant’Elmo)
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📌Certosa di San Martino e Belvedere
La Certosa è costituita da ben due chiese, tre chiostri con giardini pensili, quattro cappelle e ben cento sale. Questo grande complesso ospita oggi il Museo Nazionale di San Martino. Oltre a questo, però, la Certosa e il suo Belvedere rappresentano uno dei punti panoramici più belli di Napoli. La veduta che si può ammirare da San Martino comprende una zona vastissima e da qua si ha una delle migliori prospettive di Spaccanapoli, un gruppo di vie che compone una linea che va a dividere la città.

📌Castel Sant’Elmo
Castel Sant’Elmo è un castello medievale, adibito a museo, che si trova sulla collina del Vomero nei pressi di San Martino a Napoli. Un tempo era denominato Paturcium e sorge nel luogo dove si ergeva, a partire dal X secolo, una chiesa dedicata a Sant’Erasmo. Per la sua importanza strategica, il castello è sempre stato un possedimento molto ambito: dalla sua posizione si può osservare tutta la città e il golfo. Fermatevi al castello per vedere da qua il tramonto, non ve ne pentirete!
Orari: fino alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:30)
Prezzo: intero 5€ o 2,50€ per ingressi dopo le 16

📌 Quartieri spagnoli
Dopo il rientro, in funivia o in metro, si torna in via Toledo, dalle cui traverse si accede ai famosi quartieri Spagnoli, dipinti per molti anni come un luogo da evitare, una delle zone più pericolose di Napoli. Per fortuna, negli ultimi anni, i Quartieri Spagnoli sono stati rivalutati e sono diventati una delle principali attrattive turistiche della città, un luogo fatto di vicoli stretti, di vestiti stesi al sole, piccole taverne, murales, tutti elementi che rappresentano al meglio l’anima di Napoli e dei napoletani. Perdetevi nei suoi vicoli e andate a vedere i giganteschi murales dedicati a Maradona e ad altri personaggi napoletani.


Giorno 3

Il terzo giorno è quello dedicato alla parte più antica di Napoli, il suo centro storico. Anche in questa giornata, non serve l’utilizzo dei mezzi, perché il centro è ben raggiungibile e una volta arrivati è tutto circoscritto.

📌 Piazza Dante
E’ una delle più importanti piazze di Napoli ed è situata nel centro storico della città, a 700 m dalla fermata metro di Toledo.

📌 Chiostro delle Clarisse o Chiostro Santa Chiara
Questo chiostro maiolicato, situato all’interno del Monastero Santa Chiara, rappresenta una delle architetture ed espressioni artistiche più celebri e note della città. È di origine trecentesca, ma fu ma modificato nel corso del Settecento da Domenico Antonio Vaccaro che rivestì la struttura e i pilastri con le oltre 30.000 maioliche policrome che lo han reso celebre.
Aperto dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 17.30 e la domenica dalle 10.00 alle 14.30 con l’ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
Costo biglietto: 6€

📌 Spaccanapoli
Spaccanapoli è la strada che interessa principalmente via Benedetto Croce e via Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Capirete meglio perché viene chiamata così guardandola da Castel Sant’Elmo, nella parte più alta della città. Questa via ha origini antichissime: è infatti uno dei tre decumani (quello più vicino al mare) in cui i romani, basandosi sulla costruzione greca, organizzarono la città.
Un giro per Spaccanapoli è un percorso lungo la millenaria storia della città: qui non ci sono solo i palazzi antichi, le chiese, ma anche le leggende e gli inconfondibili odori della cucina napoletana.

📌 Museo della Cappella Sansevero e Cristo Velato
La cappella Sansevero è tra i più importanti musei di Napoli. Si tratta di una chiesa, ad oggi sconsacrata, la cui fama è legata al Cristo Velato, una statua di Gesù a grandezza naturale, resa celebre soprattutto grazie alle leggende e ai misteri che circolano sulla sua storia. Secondo alcuni, pare che questa opera sia stata realizzata tramite un processo alchemico di marmorizzazione compiuto dal principe Raimondo di Sangro, famoso scienziato e alchimista che avrebbe insegnato all’autore dell’opera, Giuseppe Sanmartino, il processo di calcificazione del tessuto in cristalli di marmo alla base dell’effetto realistico del velo.
Consiglio di prenotare online il giorno prima per scegliere l’orario migliore per voi. Le fasce orarie prenotabili hanno una cadenza di 30 minuti, a partire dalle ore 9.00. La prenotazione è valida fino a 15 minuti dopo l’orario prescelto e indicato sul biglietto.
La chiesa è aperta tutti i giorni: 9.00 – 19.00, tranne il martedì.
Biglietto ordinario: € 8,00 + € 2,00 di diritti di prenotazione. Biglietto ridotto (da 10 a 25 anni): € 5,00 + € 2,00 diritti di prenotazione.

📌 Via San Gregorio Armeno
E’ una strada molto nota del centro storico di Napoli, celebre turisticamente per le botteghe artigiane di presepi e i numerosi souvenir.

📌Decumano maggiore (Via dei Tribunali)
Il decumano maggiore è un’arteria stradale del centro antico di Napoli e, insieme al decumano inferiore e al decumano superiore, una delle tre strade principali dell’antico impianto urbano greco. Qui si trovano moltissimi ristoranti, anche famosi, come la pizzeria Sorbillo e la pasticceria Capparelli dove dovete fermarvi ad assaggiare il babà.

📌 Duomo di Napoli (Cattedrale di Santa Maria Assunta)
Si tratta di una delle più importanti e grandi chiese della città, sovrapposizione di più stili che vanno dal gotico puro del Trecento fino al neogotico.

📌 Napoli sotterranea
Napoli Sotterranea è una tappa obbligata a Napoli. Si tratta di una serie di opere di grande ingegneria civile, lasciate a lungo in abbandono e oggi recuperate. Nella prima parte dell’escursione si visiteranno, a molti metri sottoterra, i resti del vecchio acquedotto greco-romano usato poi come difesa bellica durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre nella seconda parte si potrà esplorare, lungo le vie della città, ciò che è stato rinvenuto del Teatro Romano di Napoli, ad oggi facente parte di molte abitazioni del quartiere.
Non necessario prenotare obbligatoriamente.
Orario delle escursioni in italiano: ogni ora dalle 10 alle 18
Costo del biglietto: 10€
Durata del tour: 1h10 circa.


Giorno 4

Il quarto giorno è dedicato alla visita dei dintorni di Napoli, in particolare io ho scelto di vedere il Vesuvio e Posillipo.

📌ESCURSIONE SUL VESUVIO
Visto che avevo vari giorni, siamo usciti anche un po’ dalla città per visitare il cratere del Vesuvio, attività che volevo già fare in estate durante la precedente visita in Campania, ma non avevo trovato biglietti disponibili.

Intanto, come si arriva sul Vesuvio da Napoli?
Col bus diretto (linea 809) si impiegherebbero 1h30min di viaggio con partenza da Napoli Via Partenone alle ore 9 o alle 10: 15 oppure partenza da via Acton alle 9:12 o 10:12, con arrivo direttamente a Vesuvio quota 1000, punto di partenza dell’escursione. Il costo del biglietto è di 2,20 €.
Gli autobus peró non sono molto affidabili, quindi meglio passare all’alternativa, meno conveniente ma più sicura, che prevede di usare la Circumvesuviana, linea Napoli-Sorrento. Si prende il treno dalla Stazione di Napoli Centrale e si scende, dopo circa 20-25 minuti, alla fermata Ercolano Scavi (prezzo 2,20€). Da lì è possibile prendere il taxi o uno dei numerosi autobus privati che portano al Vesuvio facendo il biglietto all’info point appena usciti dalla stazione della Circumvesuviana (prezzo 10 € A/R e durata del viaggio circa 30 minuti).

La camminata è un po’ in salita, ma non eccessivamente impegnativa. Arrivati sul Vesuvio, ci siamo trovati davanti ad un bellissimo scenario: il cono da una parte, scavato al suo interno a causa del terremoto del 79 che lo ha abbassato di 450 m, ed il mare dall’altra, con una stupenda vista di Napoli e del suo golfo dall’alto, ma anche del golfo di Salerno fino a Sorrento e Capri davanti a noi.
Nonostante l’inverno, le temperature sul cratere erano molto alte ad eccezione delle folate di vento che rinfrescavano di molto l’aria.

Prenotare dal sito vesuviopark.vivaticket.it: è l’unico modo per comprare i biglietti, che spesso finiscono già con giorni d’anticipo (in estate soprattutto) e, in ogni caso, il cellulare non prende bene in prossimità del Vesuvio, quini acquistateli preventivamente. Durante la prenotazione va selezionata anche la fascia oraria desiderata (con cadenza ogni 10 minuti in estate e più di rado il resto dell’anno). L’ingresso è consentito da mezz’ora prima a un’ora dopo rispetto alla fascia oraria selezionata.
Gli orari per le visite al cratere sono: Gen – Feb – Nov – Dic 9:00 – 15:00/ Mar – Ott 9:00 – 16:00/ Apr – Mag – Giu – Set 9:00 – 17:00/ Lug – Ago 9:00 – 18:00
Per la visita servono circa 1h30 o 2h
Il biglietto costa 11€ o 9€ il ridotto (per i minori di 25 anni)

POSILLIPO
Dopo il vulcano, si passa di nuovo al mare e quale migliore località se non Posillipo?!

Dal Vesuvio a Posillipo: rientro con bus dell’andata fino a Ercolano Scavi e poi circumvesuviana fino alla Stazione Garibaldi, dove si può prendere la linea di treni M2 (gestita da Trenitalia) per arrivare fino a Mergellina (Posillipo) con un biglietto unico di 2,70€ metro+treno. Il rientro dal Vesuvio con l’autobus 809 diretto per Napoli sarebbe invece previsto per le 12.30 o 14:00 con arrivo alle 14:00 o 15:30 a piazza Sannazzaro-Napoli Piedigrotta situata a Posillipo.

📌 Belvedere di Sant’Antonio a Posillipo
Arrivati in stazione o in Piazza Sannazzaro, basta percorrere 800/900 m fino al Belvedere di Sant’Antonio, da dove si può ammirare tutto il panorama di Napoli, dal lungomare al Vesuvio. Per arrivarci abbiamo percorso le “13 discese”, da fare in salita per raggiungere il punto panoramico. Bastano pochi minuti.

📌 Palazzo Donn’Anna – Posillipo
Il palazzo Donn’Anna, situato all’inizio di via Posillipo, è un palazzo monumentale del XVII secolo, nonché uno dei più celebri palazzi di Napoli. Si trova direttamente a picco sul mare e ad esso sono legate molte leggende e misteri. Il palazzo fu realizzato nella prima metà del 1600 su volontà di Anna Carafa, moglie del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, ma non venne mai terminato. 

Non dimenticatevi di provare la graffa, un dolce tipico, allo Chalet Ciro vicino a Piazza Sannazzaro, tornando indietro per riprendere la linea M2 che vi riporterà centro città.


Giorno 5

📌 Mercato della Pignasecca
L’ultimo giorno abbiamo impegnato la mattinata a goderci il sole di Napoli, con una passeggiata che ci ha portato tra le vie del pittoresco mercato della Pignasecca, situato nell’omonima piazza, nella zona dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Questo mercato, il più antico di Napoli, permette al visitatore di ammirare uno spaccato molto suggestivo e folkloristico della città in cui esposizioni di pesce, frutta, verdura, fritture e dolci tipici da consumare in strada si affiancano bancarelle di ogni genere, con capi d’abbigliamento, accessori e cd musicali, con prezzi molto accessibili.
Aperto tutti i giorni.

Dopo un ottimo pranzo ai Sapori della Pescheria azzurra, ovvero il ristorantino a fianco dell’omonimo banco del pesce, abbiamo ripreso i bagagli e salutato Napoli, per poi recarsi all’aeroporto con l’Alibus.


DEPOSITO BAGAGLI
Per godermi l’ultimo giorno in tranquillità e non prevedendo il mio albergo questo servizio, mi sono rivolta al Bar Gallo come deposito bagagli. E’ veramente comodo per chi alloggia in Via Toledo visto che si trova in Via Montecalvario 38a, a 20 Mt da Via Toledo e dalla fermata della metro Toledo. Il bar al momento del mio soggiorno era chiuso/in ristrutturazione, ma il proprietario è stato immediatamente contattabile al +39 3396666416, si trovava già in loco e molto rapidamente ci ha preso le valigie e ci ha consentito di lasciarle l’intera giornata a 5€ al pezzo, senza vincoli di orario. Abbiamo pagato alla riconsegna e non c’è stato da aspettare perché il gestore era sempre nei paraggi e contattabile facilmente.

🍽️ DOVE MANGIARE A NAPOLI
La risposta è, probabilmente, OVUNQUE.
Parliamo di cibo napoletano per ultima cosa, ma non per importanza. Mangiare male a Napoli penso che sia veramente difficile, quindi basta evitare i posti accalappia-turisti e, a parte quello, mangerete tanto, benissimo e il cibo rimarrà forse il più bel ricordo di questa città. Perché a Napoli il cibo è proprio un’attrazione: ci sono pietanze di ogni tipo, dolci in quantità, si può mangiare seduti al ristorante, in friggitoria, o passeggiando per strada. Ad ogni modo, probabilmente vi troverete a mangiare praticamente sempre, desiderosi di assaggiare nuovi piatti e di fare uno spuntino ovunque capiti. E i prezzi sono davvero bassi rispetto a quello che troviamo nel resto d’Italia.
Pizze, pizze fritte, babà, cuoppi, mozzarelle, parmigiana, pasta e patate, genovese, crocchè e sfogliatelle sono solo alcuni dei tipici piatti napoletani.
Abbiamo mangiato veramente bene ovunque, ma qua elencherò i posti che ho provato che non potete proprio perdervi:
➞ 🍽️ Trattoria da Nennella – Quartieri spagnoli
Non potete perdervela perché mangiare da Nannella non significa solo cibo: è un’esperienza composta da balli, canti con i clienti e spettacoli improvvisati. C’è da divertirsi e da mangiar bene. Con un menù da 12€ si ha primo, secondo, contorno e caffè offerto. Non si prenota, semplicemente si lascia il nome all’arrivo e si viene chiamati dentro abbastanza velocemente anche quando c’è molta fila. Consiglio: pasta e patate.
➞ 🍽️ Donna Sofia – Chiaia
Provate i fritti e soprattutto la pizza fritta di Donna Sofia. Si può prendere il cibo da asporto oppure sedersi (indispensabile nel caso della pizza fritta, viste le dimensioni).
➞ 🍽️ Apoteca winey – Quartieri spagnoli
Localino tranquillo in una traversa di Via Toledo, che offre una buona proposta di vini e aperitivi e ottimi piattini da aperitivo in stile napoletano: parmigiana, mozzarelle, polpette, ecc.
➞ 🍽️ A cucina ra casa mia – San Ferdinando
Imperdibile! Vale la pena andare in questo ristorante anche solo per provare i mezzanelli alla genovese napoletana, una pasta composta da un sugo di cipolle bianche e carne di manzo cotte a bassa temperatura.
➞ 🍽️ Pasticceria Poppella – via Toledo
I fiocchi di neve (o nuvole) di Poppella sono un must delle cose che dovete assaggiare a Napoli. Si tratta di sofficissime brioche ripiene di crema al latte che non potete non amare. Oltre a quelle, Poppella offre altre mille specialità. Se avete la fortuna di averlo vicino all’albergo come me, avete un ottimo posto dove fare colazione ogni mattina. Il weekend potrebbe esserci una lunga fila per entrare. 
➞ 🍽️ Pasticceria Capparelli – centro storico
La pasticceria Capparelli è una pasticceria storica che si trova su via dei Tribunali, in cui si può mangiare un ottimo babà, uno dei più rinomati della città.
➞ 🍽️ Pizzeria Gino Sorbillo – centro storico
La pizza di Sorbillo è famosa ovunque: da una famiglia di pizzaioli è nata questa attività storica in Via dei Tribunali, che ormai vanta varie sedi non solo in altre città italiane, ma nel mondo. Anche qua, si lascia il nome all’ingresso e si attende di essere chiamati.
➞ 🍽️ Osteria della mattonella – Quartieri spagnoli/Chiaia
Se volete mangiare un’altra ottima genovese all’Osteria della mattonella siete nel posto giusto. Il locale è piccolo, ma molto accogliente. Provate anche la parmigiana di melanzane.
➞ 🍽️ Chalet Ciro – Posillipo
Locale a Posillipo famoso per le “graffe“, dolce tipico tipo ciambelle fritte ricoperte di zucchero. Oltre a questo, la proposta è ampissima, anche se il servizio un po’ lento.
➞ 🍽️ I sapori della pescheria azzurra – via Toledo/Quartieri Spagnoli
A fianco del banco del pesce della pescheria azzurra al Mercato della Pignasecca, si trova questo ristorantino di pesce dove è possibile mangiare cuoppi, primi patti ricchi e buonissimi oppure farsi cucinare tutto ciò che si trova sul bancone, cotto sul momento e servito ai tavoli.