Città, Europa, Tour a tappe, Vacanza al mare

Itinerario di 1 settimana a Lisbona e Algarve in van

“Dove la terra finisce
e il mare comincia“
LUIS CAMOES

Un viaggio con destinazione Lisbona e Algarve è un’esperienza che unisce la vitalità della capitale portoghese e le meravigliose coste del sud del paese, imperdibili se come me siete malati di mare, sole, caldo e tramonti.

Esplorare queste meraviglie a bordo di un van ha reso il viaggio ancora più speciale, permettendo di scoprire luoghi nascosti e godere della libertà di un viaggio personalizzato. Ogni tappa è diventata un modo per vivere in pieno la bellezza del Portogallo, senza fretta e con la sensazione di trovarsi a casa.

Sono stata in Portogallo a NOVEMBRE 2024, un periodo ancora piacevole, soprattutto nell’Algarve, dove il clima rimaneva primaverile. Durante il giorno le temperature erano miti, con eccezioni delle scogliere, dove il vento era forte. La sera, invece, le temperature scendevano. Per me è stato un periodo ideale per visitare il luogo: c’era abbastanza gente, grazie al clima favorevole e alla stagione del surf, ma senza la ressa tipica dell’estate. Inoltre, anche per il campeggio la stagione è stata perfetta, perché non è stato necessario prenotare niente in anticipo, non trovandosi in alta stagione.

TRASPORTI A LISBONA
Personalmente sono rimasta nella capitale non moltissimo tempo e, nonostante sia dotata di un ottimo servizio di mezzi pubblici, per i pochi spostamenti che ho fatto, ho preferito la comodità del taxi ai mezzi pubblici. Ecco qualche suggerimento:

● Taxi dall’aeroporto alla città 🚖
Per raggiungere il centro città dall’aeroporto, se non si vogliono usare i mezzi pubblici, raccomando di usare Uber che, rispetto al servizio di Booking e ai classici taxi, è più economico (circa 10€ rispetto ai 17 di Booking)

● Muoversi a Lisbona con Uber 🚕
Uber si sa, è super utilizzato in Europa, sia per la praticità del servizio prenotabile e pagabile da app, sia per i suoi prezzi competitivi. Ma devo dire che in Portogallo sono rimasta ancora più colpita: costa pochissimo, sono arrivata a pagare soli 7€ per mezz’ora di tragitto extraurbano.

SUGGERIMENTI PER UNA VACANZA IN VAN IN PORTOGALLO

● Con chi affittare un van?
Il noleggio di un van parte sempre da una grande città, quindi nel caso del Portogallo Lisbona, Porto o Faro. Io sono atterrata da Lisbona, quindi sono partita da lì.
Per l’azienda, ho scelto Roadsurfer che si è rivelato davvero comodo: oltre il van curato e studiato nei minimi dettagli, Roadsurfer fornisce tutto il necessario per un’esperienza incredibile e dà indicazioni precise su come prepararsi e su tutto ciò che devi portare con te (ma questo lo spiego meglio dopo). Noi abbiamo scelto un van camperizzato, quindi dotato di cucina e bagno (in particolare il modello Couple Cottage). Ovviamente il van deve essere prenotato prima dall’Italia.
Il secondo conducente è sempre incluso, così come i chilometri illimitati (comodissimi, non si possono prevedere con esattezza a priori) e attrezzatura base come tavoli e sedie.
Io ho scelto l’opzione con polizza Kasko completa, che consiglio sempre: costa un po’ di più, ma vi fa viaggiare davvero senza pensieri e vi evita brutte esperienze, anche nel caso succedessero piccole cose. Ho aggiunto come prezzo extra solo le lenzuola, a 35€ a testa, per evitare di dovermele portare da casa o usare un sacco a pelo.
L’unico neo è stata l’assistenza: purtroppo non è all’altezza. Il numero di telefono presente sul sito risponde solo dalla Germania, con code lunghe e che danno priorità ai problemi maggiori. Sull’app o per email invece rispondono anche dopo più di un mese, quindi per problemi durante il soggiorno risulta difficile mettersi in contatto, perchè non viene fornito un numero diretto del Roadsurfer di riferimento, nel mio caso quello di Lisbona. Ad esempio, a noi non funziona uno dei due fuochi della cucina e le FAQ sono sì esaustive, ma non sono bastate a risolvere il problema, quindi sarebbe stato utile mettersi in contatto con l’azienda.

● Economicamente conviene fare una vacanza in van? 🚐​
Sì, decisamente. Lo stesso viaggio in auto sarebbe costato di più. Infatti, se avessi noleggiato un’auto, che durante la bassa stagione si aggirava intorno ai 200€, avrei dovuto aggiungere i costi delle notti in hotel e dei pasti fuori, che avrebbero influito molto, essendo il Portogallo non così economico come si potrebbe pensare. Con il van abbiamo risparmiato notevolmente perchè, a parte il prezzo base di 800€ per il noleggio di 7 giorni, abbiamo dovuto aggiungere solo un centinaio di euro di campeggi e poco più di 80 per la spesa (sull’alloggio e sul cibo il risparmio è grandissimo), nonché 130€ di benzina e AD Blue.

Tralasciando l’aspetto economico, la comodità e la libertà che dà il van è secondo me impagabile in un tipo di viaggio come questo, ovvero quando ci si trova fuori dal caos, ma anche dalla comodità dei mezzi delle grandi città. Potersi fermare dove si vuole, mangiare davanti all’oceano e guidare quanto si vuole senza dover stare a strette regole è davvero il massimo.

● Cosa portare in van e cosa ci trovo già?
Ovviamente dipende un po’ dall’ente con cui si noleggia il van, ma in linea di massima dentro al van ci sono già: tenda da sole, tavolo e sedie da campeggio, stoviglie standard con posate, piatti, bicchieri, pentole e utensili base per cucinare o altro (scolapasta, apribottiglie, ecc). Avevamo inclusa anche una moka, ma da buoni italiani ci siamo portati la nostra 😅
Ciò che va portato o comunque può essere utile sono contenitori per conservare/portare in giro il cibo, degli elastici, presine e strofinacci: queste cose consiglio di portarvele dall’Italia. Per il resto rimarrà da comprare, oltre naturalmente al cibo, scottex, condimenti e spezie, spugne e sapone per i piatti, un prodotto per pulire, ma attenzione: se viaggiate con Roadsurfer troverete nei vari spot una chicca che mi ha davvero sorpreso. Infatti, una volta arrivati a ritirare il van, abbiamo notato uno spazio con degli scaffali pieni di tantissimi prodotti lasciati dai precedenti clienti che avevano roba in più o avanzata. In questo modo, i clienti successivi possono usufruire di questi prodotti e lasciarli a loro volta, così da non dover nemmeno smaltire rifiuti o sprecare prodotti. Noi siamo riusciti a risparmiare metà della spesa perché essenzialmente abbiamo comprato solo cose da mangiare, mentre abbiamo preso lì spugne, tovaglioli, olio, sale, ecc

● Altre cose da sapere sulla VanLife

– Molti campeggi in Algarve accettano solo cash, quindi portate sempre una somma di denaro con voi

– Dopo il noleggio va fatto il pieno di acque chiare, che poi andrà fatto pressoché ogni mattina, insieme allo svuotamento delle acque grigie e del wc (consiglio anche una pulita quotidiana del camper che essendo piccolo ha bisogno di rimanere pulito e ordinato). Va considerata ogni mattina un’oretta per fare tutto, così come il tempo per la spesa ogni giorno, massimo ogni due (noi la facevamo la sera dopo il tramonto quando non potevamo più visitare niente).
Se dormite in un campeggio troverete sempre un’area dedicata alla sistemazione del camper (generalmente all’ingresso del campeggio). Per il primo giorno invece, e in generale se non vi trovate in un campeggio, potete trovare indicazioni online sulle aree camper oppure andare nei supermercati Intermarchè, diffusissimi in Portogallo e quasi tutti dotati di zone dedicate ai campeggiatori.
Per quanto riguarda la sede Roadsurfer di Lisbona, i supermercati Intermarché più vicini si trovano ai seguenti indirizzi: R. Dom Afonso de Albuquerque, 2690-340 Santa Iria de Azoia e 2580-491 Carregado

– importantissimo scaricare l’app “park4night”, comoda per trovare campeggi, piazzole, aree camper, parcheggi e molto altro. Grazie alle segnalazioni e recensioni degli utenti, anche per i principianti come noi è stato molto più semplice entrare in questo mondo.
Per scegliere dove passare la notte dovete tenere presente che: il van ha sempre una notte di autonomia elettrica quindi dormire fuori da questo punto di vista non è un problema (ovviamente non si potranno caricare usare prese elettriche e caricabatterie), ma il problema maggiore sarà, almeno per il Portogallo, (dove le regole sono diventate piuttosto rigide dal 2021) trovare aree e parcheggi dove sia tollerato il campeggio e il posteggio notturno, senza incappare in multe o spiacevoli situazioni. Dormire in riva all’oceano infatti sarà molto difficile e, anche per una questione di sicurezza, consiglio almeno per la maggior parte delle notti il campeggio (visti anche i modici prezzi)

– ogni campeggio è dotato di bagno e docce pubbliche, generalmente lavandini per lavare più comodamente le stoviglie e talvolta braci e lavatrici a pagamento. Tutti servizi molto utili quando non si dorme in un hotel

– nei campeggi vi verrà fornita in fase di check in una mappa con le zone dove si può parcheggiare il van e con segnalate le torrette dell’elettricità (se si sceglie l’opzione elettricità, che generalmente costa circa 5€ a notte). Sarete voi a trovarvi uno spazio appropriato e libero

– Ogni campeggio ha i propri orari di check in e check out, così come gli orari in cui si può uscire col van o a piedi: informatevi sempre così saprete come muovervi.


Giorno 1

ARRIVO A LISBONA
Il primo giorno abbiamo volato da Bergamo verso Lisbona: i voli durano circa 3 ore, con un’ora di fuso orario in avanti.
Dopo il check-in siamo subito usciti, ma il tempo era limitato visto il ritardo dell’aereo e oltretutto siamo stati accolti dalla pioggia. Essendo il tempo a disposizione a Lisbona poco, abbiamo comunque deciso di iniziare il giro del centro.

📌Piazza Dom Pedro IV
Situata nel cuore di Lisbona, questa vivace piazza è il punto di partenza ideale per esplorare la città. Conosciuta anche come Piazza Rossio, ospita la statua di Dom Pedro IV e numerosi caffè storici. È il cuore pulsante della città, meta perfetta per godere dell’atmosfera locale


📌Ascensore di Santa Giusta
Questo ascensore in stile neogotico collega il quartiere di Baixa (più in basso) a quello di Chiado (al “livello” superiore), salendo in alto per offrire una vista spettacolare sulla città. È un modo originale per scoprire Lisbona da un’altra prospettiva.
Il prezzo per salire è di 6€ a/r (prezzo aggiornato a novembre 2024) e gli orari di apertura vanno dalle 7 alle 22:45

📌Convento do Carmo
Arrivati nel quartiere Chaido, si vede fin da subito una bellissima struttura: il Convento do Carmo, un gioiello di architettura gotica nel cuore di Lisbona. Fondato nel XIV secolo, oggi le sue rovine creano un’atmosfera misteriosa e romantica. La struttura assomiglia molto all’abbazia di San Galgano. All’interno, si trova anche il Museo Archeologico di Lisbona.
Purtroppo noi siamo arrivati in orario di chiusura e mi è dispiaciuto molto non poterlo visitare internamente, anche se già la visione esterna è stata piacevole

📌Rua Augusta e Arco di Rua Augusta
Una delle principali vie pedonali di Lisbona, la Rua Augusta è piena di negozi, ristoranti e caffè. Il suo imponente arco, situato alla fine della via, offre una vista spettacolare sulla città e sul fiume Tago. Volendo, si può salire in cima all’arco per ammirare Lisbona da un punto panoramico privilegiato


📌Piazza del Commercio
Questa maestosa piazza affacciata sul fiume Tago è una delle più grandi e iconiche di Lisbona. Circondata da eleganti edifici, tra cui il Palazzo Reale, è il simbolo della grandezza storica della città e un luogo perfetto per una passeggiata o per ammirare l’architettura neoclassica


📌Cattedrale di Lisbona (Sé)
Fondata nel XII secolo, questa cattedrale è un mix affascinante di stili architettonici, dal romanico al gotico. Oltre ad essere un importante luogo di culto, è anche una delle costruzioni più antiche e suggestive della città, con un’atmosfera che ti trasporta nel passato. Rimanete qua al calar del sole per vedere i famosi tram gialli di Lisbona che passano proprio di fronte alla facciata principale


Giorno 2

ANCORA LISBONA E RITIRO DEL VAN

📌Tram 28
Il Tram 28 è una delle esperienze più iconiche di Lisbona, un viaggio che ti permette di scoprire la città in modo autentico e panoramico. Questo storico tram giallo percorre i quartieri più pittoreschi, come Graça, Alfama, Baixa e Bairro Alto. Salire a bordo è come fare un tuffo nel passato, attraversando angoli di Lisbona che sembrano fermarsi nel tempo.
L’ideale è raggiungere Piazza Martim Moniz, capolinea del tram 28, e prendere qua il mezzo (le file potrebbero essere lunghe, ma di solito ne passano vari, uno in fila all’altro) per poi scendere a Praça Luís de Camões. I biglietti si fanno a bordo, al prezzo di 3,15€ a testa (prezzo aggiornato a novembre 2024).
Dal tram avrete la possibilità di ammirare la Cattedrale e il piazzale del Miradouro de Santa Luzia (se si ha più tempo si potrebbe scendere e vedere il panorama da quassù). Invece, se si vuol vedere il Castello di San Giorgio, il tram avvicina, ma non porta proprio al castello, bensì bisogna fare una salita dalla fermata Lg. Portas Sol. L’eventuale biglietto per l’ingresso al castelllo costa 15€ (prezzo aggiornato a novembre 2024)


📌 Praça Luís de Camões e Manteigaria – Fábrica de Pastéis de Nata
Siamo scesi in questa piazza centrale, ospitante il monumento che celebra il poeta portoghese Luís de Camões, per raggiungere Manteigaria, una delle pasticcerie più rinomate di Lisbona dove gustare il famoso pastel de nata. Questo dolce tradizionale portoghese, una piccola torta di crema pasticcera racchiusa in una sfoglia croccante, è preparato con una ricetta segreta che lo rende delizioso.


📌 Pink street
Essendo a pochi passi, abbiamo fatto un salta alla Pink Street, famosa per il suo pavimento rosa che l’ha trasformata in un’icona. Ad oggi è un luogo di vita notturna, con bar, ristoranti e locali che offrono musica e divertimento fino a tarda notte. Durante il giorno, la via è perfetta per una passeggiata tra gli ombrelli colorati appesi.

RITIRO DEL VAN
La sede Roadsurfer di Lisbona (come quasi tutte le sedi di ritiro camper in Europa) si trova fuori dal centro città, a circa 25 km da esso. Per ritirare il van, si può prendere un Uber direttamente dal centro di Lisbona al costo di circa 14€ (anche se sul sito di Roadsurfer erano indicati circa 20-30€). In alternativa, è possibile prendere il treno per Alverca e da lì un Uber, visto che a piedi ci vorrebbero circa 30-40 minuti.

Essendo la nostra prima volta in van, abbiamo impiegato circa due ore per farci spiegare tutto, chiedere informazioni, ritirare il materiale necessario e fare la spesa. Inoltre, fuori dal supermercato abbiamo caricato le acque chiare (in alternativa potete farlo anche al campeggio direttamente).
Il mio consiglio è quello di prendersi tempo per il giorno di ritiro per evitare di mettersi in marcia troppo tardi e trovare i campeggi pieni/già chiusi.

🚐​🏕️​Campeggio “Camping Municipal Alcáçer do Sal“
Ripartiti dalla sede, abbiamo attraversato l’infinito Ponte Vasco da Gama. Per la prima notte abbiamo scelto Alcáçer do Sal, anche se in realtà avremmo voluto guidare di più e avvicinarsi alla prima tappa del giorno dopo, ma ormai era tardi e non sapevamo se ci avrebbero accettato nei campeggi più lontani (le chiusure erano indicate alle 20). Invece, questo campeggio che abbiamo scelto, oltre che più vicino (abbiamo guidato circa un’ora e dieci), accettava arrivi fino alle 21:00, così da stare tranquilli. Il personale parla solo portoghese, con un linguaggio piuttosto veloce, ma in qualche modo ci siamo capiti!
Il campeggio offre connessione Wi-Fi e il prezzo per una notte per due persone con elettricità è stato di 13,50€ (prezzo riferito a novembre 2024)


Giorno 3

INIZIAMO A ESPLORARE L’ALGARVE
La prima mattina in camper abbiamo perso un po’ di tempo cercando di capire come organizzarsi per le varie cose da fare (acque chiare, scure, pulizia, ecc). Una volta fatto tutto, si parte!

📌 Almograve Beach
Il viaggio verso Almograve Beach è stato di 1 ora e 40 minuti e si può arrivare direttamente in auto o van al comodo parcheggio della spiaggia. Essendo arrivati prima di pranzo, abbiamo subito fatto una passeggiata sulla spiaggia a piedi nudi. Poi, rientrati in van abbiamo preparato il pranzo con vista oceano, approfittando della bassa stagione e della tranquillità del luogo, nonchè della splendida vista e del rumore dell’oceano. La spiaggia di Almograve è più selvaggia e meno frequentata rispetto ad altre della regione, il che la rende ideale per rilassarsi in totale armonia con la natura.

📌 Tramonto a Cabo de São Vicente
Un’altra ora e 40 di strada ci separava dalla destinazione successiva: Cabo de São Vicente, situato nell’estremo sud-ovest del Portogallo, è uno dei luoghi più spettacolari della regione dell’Algarve. Il faro di Cabo de São Vicente, una delle principali attrazioni, è uno dei più antichi e famosi del paese, ed è circondato da scogliere che si tuffano nell’oceano. Ma ciò che rende davvero speciale questo luogo sono i tramonti, uno spettacolo naturale che attira ogni sera numerosi visitatori. L’atmosfera qui è unica, mi ha ricordato il Piazzale Michelangelo a Firenze: persone che suonano la chitarra, la folla di persone tutte incollate a vedere l’orizzonte, ma con il mare…che dire!!

Noi non abbiamo fatto in tempo (ci saremmo persi il tramonto), ma se ne avete la possibilità e anche per spezzare il viaggio, potreste fare una tappa intermedia a Praia da Bordeira prima di arrivare a Cabo de São Vicente.

🚐​🏕️​Campeggio “Parque de Campismo Orbitour, Sagres“
A soli 8 minuti da Cabo de São Vicente, il campeggio Orbitour di Sagres offre una reception aperta fino alle 19:00, con personale che parla inglese. Situato all’interno di una vasta pineta, il campeggio è molto spazioso e dispone sia di bungalow che di aree per tende. Inoltre, sono presenti un piccolo supermercato e un bar dove poter fare colazione. Invece il ristorante, essendo novembre, era chiuso.
Per una notte per due persone, con elettricità, abbiamo pagato 20€ (prezzo riferito a novembre 2024)


Giorno 4

PASSEGGIATE VISTA OCEANO E SPIAGGE STUPENDE

📌 Ponta da Piedade e Praia do Camilo
Riprendiamo il van per una quarantina di minuti, per arrivare in uno dei luoghi che più mi son piaciuti qua in Algarve. Consiglio di parcheggiare in questo punto (ultimo parcheggio disponibile prima del divieto di transito per auto, infatti l’ultimo pezzo di strada è solo pedonale).
Da qua si parte a piedi, per incontrare prima il Faro e poi si prosegue fino a Punta de Piedade, un posto veramente incredibile e imperdibile. La natura qua regala uno spettacolo mozzafiato creato dalle sue scogliere dorate, archi naturali e grotte marine. Nonostante il vento molto forte ero incantata da quella meraviglia.
In questo luogo troverete i primi “Passadiços do Algarve“, ovvero delle passerelle in legno che si snodano lungo varie coste dell’Algarve: come queste di Punta de Piedade ne ho trovati altre a Carvoeiro e Praia da Marinha.
Attraverso queste passerelle, camminerete ammirando un bellissimo panorama per poi arrivare, in una ventina di minuti a Praia do Camilo, un’altra bellissima spiaggia in cui si scende da delle comode scale. La spiaggia è in linea d’aria alla stessa altezza del parcheggio, per cui tagliando si rientra poi direttamente nello stesso luogo dove si è lasciato il mezzo.

📌 Praia dos Três Irmãos
Dopo il pranzo “van made“, abbiamo ripreso il van, guidando per circa 30 minuti. Che peccato che le strade dell’Algarve non siano per niente panoramiche, infatti non passano in riva all’oceano, bensì all’interno.
La spiaggia dos Três Irmãos dove siamo arrivati ha una bellissima sabbia dorata, con tipiche strutture rocciose. Bellissima da esplorare e per camminarci. Le costruzioni rocciose hanno questo potere di far cambiare il panorama da un momento all’altro: si chiude un paesaggio e se ne apre subito un altro.

📌 Praia de Alvor
A 5 minuti di strada c’era un’altra spiaggia, così, sfruttando il fatto che mancasse ancora un po’ al tramonto, ci siamo diretti a Praia de Alvor, uno spiaggione di sabbia con comodo parcheggio dal quale partono dei tipici, ma molto brevi passadiços. Il parcheggio era teoricamente vietato ai camper, fortuna che come detto era bassa stagione.
Proprio in questa spiaggia ci siamo goduti uno stupendo tramonto, prima della consueta spesa e check in al campeggio.

🚐​🏕️​Campeggio “Alvor”
Il Camping Alvor, a 5 minuti dalla spiaggia, consente di effettuare il check-in fino alle 23. E’ possibile entrare e uscire dal campeggio fino a mezzanotte. Oltre ai posti per i camper, ci sono anche bungalow e spazi per le tende. La wi-fi prende anche nelle piazzole. Il prezzo per una notte per due persone con elettricità è stato di 21€(prezzo riferito a novembre 2024)


Giorno 5

UNO DEI LUOGHI PIU’ FAMOSI DELL’ALGARVE

📌 Grotte di Benagil in barca con partenza da Portimão
Le escursioni in barca per le Grotte di Benagil possono partire da vari luoghi, ma la maggior parte di quelli che troverete su internet hanno come punto di partenza Portimão. Per noi era molto comodo, perchè abbiamo raggiunto il porto in circa 10 minuti.
Abbiamo prenotato comodamente tramite Get Your Guide il giorno prima (vista la bassa stagione, sennò vi consiglio di dare un occhio un po’ prima). Tra le varie escursioni, abbiamo scelto questa qui, un tour di gruppo a bordo di spaziose imbarcazioni con comode sedute (l’escursione è adatta anche all’inverno, ma portatevi una giacca antivento e una sciarpina). Questa escursione, pagata circa 20€ (prezzo aggiornato a novembre 2024), offre splendide vedute della costa. Vengono forniti giubbotti salvagente e verrete accompagnati da delle guide che parlano sia in portoghese che in e inglese. Se le condizioni meteo lo permettono, è possibile entrare nella grotta di Benagil (non a piedi ovviamente, ma con l’imbarcazione). Invece, in caso di forte vento, verrete informati prima del rischio di non entrare (e vi verrà anche offerto un rimborso nel caso in cui non vogliate più partecipare).
Le guide sono anche in contatto con altre imbarcazioni per l’eventuale avvistamento di delfini (chi prima li vede avvisa gli altri): noi, purtroppo, non abbiamo visto delfini durante l’escursione.
In generale però sono rimasta soddisfatta, un’esperienza piacevole e soprattutto l’azienda si è rivelata seria e disponibile (volevamo fare quest’escursione il giorno precedente, ma alla fine non siamo riusciti ad arrivare in tempo e ci hanno spostato la prenotazione al giorno dopo, invece di farci perdere i soldi).

Attenzione al parcheggio: consiglio di parcheggiare al Clube Naval De Portimão, che dispone anche di posti per camper. A noi era stato indicato un altro indirizzo, ovvero un parcheggio sterrato poco sicuro per lasciare il camper e oltretutto ci è stato detto in un secondo momento che il punto di ritrovo era a 15 minuti a piedi circa (passando per una zona pedonale). Abbiamo quindi scoperto che il punto di ritrovo era proprio accanto al parcheggio di cui abbiamo parlato prima. C’è anche un bar qui, da poter sfruttare prima della partenza in barca.

🍴​ Pranzo al Tropico
Per mangiare stavolta niente camper! Ci siamo concessi un bel pranzo a base di pesce in un ristorante riva al mare che avevamo notato il giorno prima sulla spiaggia di Alvor e che aveva ottime recensioni: il Tropico Beach Bar Restaurante. Abbiamo avuto anche molta fortuna, perchè abbiamo scoperto che quello era l’ultimo giorno di apertura prima della chiusura invernale. Rigenerante!

📌 Carvoeiro e Algar Seco
Per ammirare questi bellissimi spettacoli della natura, puoi parcheggiare lungo la Estrada do Algar Sêco, nella piazzola o lungo la strada adiacente più vicina all’Algar Seco. Proprio da qui inizia una breve, ma piacevole camminata sui Passadiços di Carvoeiro. La parte più interessante è sicuramente l’Algar Seco, un insieme di formazioni rocciose calcaree scolpite dal vento e dall’oceano nel corso dei millenni, che hanno creato grotte, archi e buchi naturali. Dalla passerella si possono scendere le scale per esplorarlo meglio e arrivati agli ultimi scalini troverete una sorta di bivio: andando a sinistra, vi troverete davanti alla parte più spettacolare dell’Algar seco, con spettacolari affacci sull’oceano attraverso i buchi naturali delle rocce. Proseguendo a destra, invece, si raggiunge un punto perfetto per scattare foto ricordo grazie a particolari aperture circolari nella roccia, le stesse che avevamo visto al mattino dal mare durante il tour in barca.

📌 Percurso dos Sete Vales Suspensos al tramonto
Non ancora sazi di tutti gli stupendi paesaggi visti fino a quel momento, abbiamo deciso di intraprendere il Percurso dos Sete Vales Suspensos, un percorso pedonale pianeggiante e semplice di circa 6 km (solo andata), ma super panoramico essendo in cresta e per la maggior parte a picco sul mare. Il percorso intero richiede circa 4 ore (andata e ritorno) partendo da Vale de Centianes (a Carvoeiro) e arrivando a Praia da Marinha, o il contrario.
Noi non avevamo intenzione di percorrerlo tutto, per cui abbiamo percorso solo un pezzo al fine di arrivare a Benagil a piedi e godersi da lì il tramonto.
La spiaggia di Praia da Marinha è il punto di partenza ideale se hai un camper e come noi vuoi percorrere solo un tratto del sentiero. In questo caso, è necessario partire da Marinha e dirigersi verso Benagil, poiché il parcheggio di Benagil Beach è riservato a veicoli fino a 2,2 metri di altezza.
Il tratto da Marinha a Benagil è lungo circa 2 km, e ci vorranno circa 45 minuti per percorrerlo, considerando le inevitabili soste per ammirare e fotografare i panorami spettacolari. Arrivati a Benagil, abbiamo visto la grotta dall’alto e ci siamo goduti il tramonto seduti a picco sull’oceano, insieme ad altri ragazzi che stavano facendo lo stesso. Al termine, si può tornare indietro seguendo lo stesso percorso oppure, come abbiamo fatto noi visto anche che iniziava ad essere buio, prendere un Uber (5€, circa 5 minuti).
Per chi sceglie di percorrere l’intero sentiero, il ritorno può avvenire in Uber o in autobus, anche se i bus sono limitati (solo cinque al giorno) e sembrano poco affidabili secondo le recensioni online.

Mi raccomando, non perdetevi questa tappa: il percorso regala panorami mozzafiato e il tramonto è semplicemente indimenticabile.



🚐​🏕️​Campeggio “Canelas”
Il campeggio Canelas a Armação de Pêra offre due soluzioni: la prima è un parcheggio esterno al costo di 12€ per due persone, inclusi il van e l’elettricità (prezzo riferito a novembre 2024). Se invece scegli di soggiornare all’interno, il prezzo è di 18,50€ (prezzo riferito a novembre 2024)e include elettricità, Wi-Fi (anche se funziona bene solo nelle piazzole centrali), bagni con doccia, ristorante, mini market e l’accesso alla piscina. Il check-in è disponibile fino alle 21:30 e, una volta registrati, è possibile uscire e rientrare fino a mezzanotte.


Giorno 6

ULTIMO GIORNO IN ALGARVE

📌 Sand city
Sand City è una delle attrazioni più curiose dell’Algarve, situata nei pressi di Lagoa. Si tratta di uno dei più grandi parchi di sculture di sabbia al mondo, infatti ogni anno richiama artisti internazionali per creare incredibili opere d’arte utilizzando esclusivamente sabbia e acqua. Alcune sculture sono alte anche diversi metri.
Si possono trovare riproduzioni di luoghi e simboli delle varie culture divisi per Stati e continenti, ma anche personaggi storici, dei cartoni animati e dei film, animali e figure storiche.
Il parco è adatto a tutte le età, adulti e bambini.
Sand City offre anche spazi per rilassarsi, come amache e aree con bar e ristoranti.

La nostra visita è durata circa 1h e 30 e il prezzo dei biglietti è di 11,90€ a persona (prezzo aggiornato a novembre 2024).

📌 Albufeira – Praia dos Pescadores e giro della cittadina
A circa 20-30 minuti di auto da Lagoa, troviamo la bellissima cittadina di Albufeira. Noi abbiamo lasciato il camper in un’area di parcheggio a circa 15 minuti a piedi dalla spiaggia. Per arrivarci, abbiamo attraversato il centro che ci ha lasciato una bellissima impressione, motivo per il quale lo abbiamo girato meglio dopo aver preso il sole.
Praia dos Pescadores è una spiaggia di sabbia semplice ma incantevole, perfetta per rilassarsi in costume. La spiaggia è ricca di conchiglie e offre un panorama davvero bellissimo.
Inizialmente avevamo pensato di visitare Faro, ma i troppi chilometri da percorrere in auto ci hanno fatto cambiare idea. Così abbiamo deciso, dopo aver trascorso il pomeriggio sulla spiaggia, di goderci un aperitivo e fare una passeggiata nel paese, esplorando negozietti, locali e tanta vita mondana. Ci sono addirittura delle scale mobili che dalla spiaggia conducono alla zona pedonale sovrastante.

🚐​🏕️​ Tornando verso Lisbona
Dopo la giornata di relax, abbiamo ripreso il nostro van e guidato per circa 2 ore verso nord, per tornare verso Lisbona e ci siamo fermati allo stesso campeggio del secondo giorno, ovvero il “Camping Municipal Alcáçer do Sal“


Giorno 7

BACK TO LISBONA

📌 Santuario Nazionale di Cristo Rei
Dopo aver guidato un’oretta, siamo finalmente tornati a Lisbona, per esplorare le ultime zone non viste. Prima di arrivarci, avremmo voluto visitare la statua del Cristo Rei, ma siamo stati sfortunati: c’era una maratona in corso e la zona era completamente bloccata. Nemmeno a piedi era possibile arrivarci, dato che non si poteva parcheggiare nessun mezzo da nessuna parte, tantomeno il camper.
Abbiamo comunque visto la statua dalla strada principale, è imponente. Esiste anche la possibilità di salirci sopra per meno di 10€ (prezzo aggiornato a novembre 2024), così da raggiungere un’altezza di circa 80 metri, che dà la possibilità di ammirare una vista spettacolare su Lisbona

📌 Torre di Belém
Abbiamo girato un bel po’ alla ricerca di un parcheggio, ma alla fine siamo riusciti a sistemarci lungo l’Avenida da Torre de Belém, poco distante dalla Torre: se arrivate con mezzi propri, consiglio di cercare parcheggio in questa zona, perchè qui si trova abbastanza bene. Abbiamo mangiato un hamburger in un food truck, per poi visitare la zona. Siamo partiti dalla bellissima Torre di Belém, simbolo indiscusso della capitale. Patrimonio UNESCO dal 1983, è stata costruita nel 1500 come punto di difesa della città. Originariamente era situata su un isolotto, ma oggi si trova vicino alla riva del fiume Tago a causa del cambiamento del corso del fiume.
Avevo letto che la domenica l’ingresso alla Torre è gratuito fino alle 14, ma la fila era davvero lunghissima, per cui abbiamo deciso di ammirarla solo dall’esterno e proseguire con una passeggiata nei dintorni.

📌 Pastéis de Belém
Una piacevole passeggiata di 20 minuti ci ha portati fino a una delle pasticcerie più famose di Lisbona, dove sfornano alcuni tra i più buoni Pasteis de Belem della città, oltre che (pare) gli originali: i pasteis, infatti, sembrano nati proprio qui!
Sempre in questo luogo abbiamo scoperto una curiosità: i Pastéis de Nata sono una versione generica e più diffusa del famoso dolce, preparata in tante pasticcerie in Portogallo e nel mondo, mentre i Pastéis de Belém sarebbero gli originali, creati proprio in questa pasticceria. La ricetta è segreta e tramandata solo a pochi pasticceri. Hanno un gusto più speziato (con sentori di cannella e limone) e una sfoglia più friabile e burrosa.
Il servizio è stato molto veloce e i pastéis erano caldi, fragranti e davvero ottimi. Unico aspetto negativo è la perdita di tradizione, risultando una catena di montaggio e un luogo molto turistico.

📌 Mosteiro dos Jerónimos
Non abbiamo mangiato immediatamente i Pastéis, ma ci siamo recati a soli 8 minuti a piedi dalla pasticceria, per fermarci a gustarli davanti al Monastero, godendoci la vista dell’imponente facciata. Il monastero dos Jerónimos è uno dei massimi esempi di stile manuelino, ricco di decorazioni scolpite ispirate al mare e alle scoperte. Costruito nel XVI secolo per celebrare le esplorazioni portoghesi, fu finanziato con i proventi del commercio delle spezie. Patrimonio UNESCO dal 1983, ospita le tombe di personaggi illustri come Vasco da Gama e Luís de Camões.

SINTRA

Se da una parte stra-consgilio di visitare Sintra perchè ne sono rimasta rapita (anzi di passarci molto più tempo di quello che gli ho dedicato io – mi sono pentita di non averci passato più tempo!), dall’altra sconsiglio vivamente di andare a Sintra in van (e forse anche in auto).
Noi abbiamo parcheggiato il camper a circa 20 minuti dal centro, in un altro paese (Algueirão) e preso un Uber per soli 7€, un prezzo molto conveniente. In alternativa, da quel punto potevamo anche prendere il treno, visto che eravamo vicino alla stazione, ma visto il bassissimo prezzo dell’Uber non sarebbe convenuto in termini di tempistiche.

Come dicevo, Sintra merita sicuramente più tempo: vorrei tornarci con calma per visitare anche il Palácio Nacional da Pena, il Palácio Nacional de Sintra e tutte le altre meraviglie della zona. Mi sono invece limitata a una camminata nel centro e la visita alla Quinta da Regaleira.

📌 Quinta da Regaleira
Un luogo magico, che sembra uscito da una fiaba: un castello immerso in un fitto bosco, con ettari di vegetazione rigogliosa, gallerie, pozzi collegati tra loro su diversi livelli, come il Pozzo Iniziatico, una scala a spirale che scende nel sottosuolo. È facile perdere l’orientamento e la cognizione del tempo. Esplorandolo, sembra di essere in un mondo a parte, così surreale da essere assolutamente imperdibile.
I prezzi erano di 12€ per gli adulti, con ingressi ridotti per senior e bambini, gratis sotto i 5 anni. (prezzo aggiornato a novembre 2024)

🚐🏕️ Camping “Guincho Orbitur” – Cascais
Per l’ultima notte ci siamo fermati a circa 30 minuti da Lisbona, in un campeggio ben attrezzato con docce nei bagni, minimarket e piscina (chiusa però a novembre). Il Wi-Fi, purtroppo, non prende da nessuna parte all’interno della struttura. Il check-in è possibile fino alle 21 e il prezzo è di 23€ con elettricità inclusa (prezzo riferito a novembre 2024)

Giorno 8

📌 Boca do Inferno
Dopo aver lasciato il campeggio e sistemato in modo accurato il camper, in circa 10 minuti siamo arrivati a Boca do Inferno, dove abbiamo trovato parcheggio lungo l’Avenida da República. Il luogo è davvero suggestivo: le onde che si infrangono con violenza contro le scogliere creano uno spettacolo naturale impressionante, che trasmette tutta la potenza del mare.
Se avessimo avuto più tempo, mi sarebbe piaciuto visitare anche il centro di Cascais, che si trova poco distante e merita sicuramente una sosta.

📌 Consegna del camper
Terminata la visita, ci siamo diretti a riconsegnare il camper, per poi rientrare a Lisbona in Uber. Abbiamo quindi fatto benzina e ricaricato l’AdBlue nel distributore più vicino e poi abbiamo atteso le verifiche da parte del personale sullo stato del veicolo. Abbiamo anche lasciato cibo e altri generi di consumo avanzati allo Spot Roadsurfer, per dare la possibilità ad altri di riutilizzarli.

📌 Pranzo a Lisbona e ritorno
Per il pranzo siamo tornati a Lisbona in Uber e ci siamo affidati a un consiglio dei locals e abbiamo mangiato a “O Apeadeiro”, un ristorante semplice, ma veramente buono, con cucina autentica e abbondante, ma anche vicino all’aeroporto.

Infine, sempre con Uber, ci siamo diretti comodamente all’aeroporto per concludere il nostro viaggio.

Bom viagem.

Città, Tour a tappe

Itinerario di 1 settimana tra Marrakech e deserto

Ciò che non hai mai visto
lo trovi dove non sei mai stato
PROVERBIO AFRICANO

Si scrive Marocco, ma si legge spezie, colori, profumi, mercati e molto altro…già, perchè dietro al Marocco si nasconde un mondo affascinante, “un albero le cui radici sono in Africa e i rami in Europa” come disse Re Hassan II. Un viaggio in Marocco è un’esperienza unica che vi permetterà di scoprire una cultura così vicina geograficamente, ma anche così lontana e fare esperienze che non potete fare altrove.

Sono stata in Marocco a NOVEMBRE/DICEMBRE 2022 ed è stato il mio primo timbro sul passaporto! Già, ho deciso di iniziare proprio dal Marocco ad esplorare il mondo fuori dall’Europa, perchè dopo tanti viaggi in capitali e città più o meno vicine e affini all’Italia e dopo la pandemia mondiale finalmente era arrivato il momento di vedere un altro continente!

Utravel
Essendo la prima volta che viaggiavo fuori dall’Europa e volendo fare anche il giro nel deserto (che meritava un’organizzazione di base), ho optato per affidarmi ad un tour organizzato. Ho visto questa fantastica offerta di Utravel, un tour operator che si occupa di viaggi per under 30. La mia era una formula Easy Plus, ovvero una soluzione con un’organizzazione di base senza stress e preoccupazioni, ma con la possibilità di gestire il tempo come meglio si crede e in totale libertà. In questo caso, erano inclusi i transfer da e per l’aeroporto, 3 giorni di tour nel deserto con trasporto, guida locale parlante italiano, colazioni, pranzi e cene (escluse le bevande) e pernottamenti. Erano incluse inoltre le visite a Kasbah e siti vari durante i 3 giorni di tour e la cammellata al tramonto nel deserto. Dopo il tour, seguivano 3 giorni a Marrakech con pernottamento, colazione e cena incluse (sempre escluse le bevande) da gestire in questo caso totalmente secondo libertà personale. Il risultato di questa scelta è stato per me ottimo: permette di partire senza preoccupazioni, sapendo già quanto andrai a spendere, ma soprattutto con questa modalità si ha la possibilità di conoscere persone e di poter proseguire la vacanza insieme, come è avvenuto nel mio caso, oppure da soli o con la persona o il gruppo con cui si è partiti.

Di seguito troverete quindi le informazione del tour che io ho fatto, organizzato da Utravel e gestito da me gli ultimi giorni, ma ad ogni modo, anche se organizzaste tutto per conto vostro, potete seguire le stesse tappe per vivere un tour completo e ben organizzato.


Giorno 1

ARRIVO IN MAROCCO
I voli diretti Malpensa – Marrakech durano circa 3 ore, quindi il primo giorno è stato occupato dal viaggio e dalla sistemazione in albergo a Marrakech (il solito in cui sono stata anche gli ultimi 4 giorni).

● Trasporto dall’aeroporto
L’aeroporto è molto vicino al centro città, ad appena 6 km dalla città, per cui non dovrete calcolare tempi enormi per gli spostamenti.

Ci sono vari modi per raggiungere il centro città dall’aeroporto:
– l’autobus 🚐 , per chi vuole pagare poco, ma non ha nè fretta nè l’esigenza della comodità assoluta. Esiste una linea dedicata per l’aeroporto, ovvero l’Express bus L19 con partenze ogni 20/30 minuti dall’entrata principale, dalle 6 del mattino alle 23:30 della sera approssimativamente. In 20/30 minuti circa (traffico permettendo) raggiungerete il centro città. Il biglietto è acquistabile a bordo anche direttamente per andata/ritorno ad un prezzo conveniente. In alternativa, sempre per usare i mezzi pubblici ed ancora più economici, ci sono gli autobus di linea, che troverete fuori dai terminal (un po’ più lontani e appartati), in particolare la linea 11 che vi porterà nel cuore pulsante della città marocchina, Piazza Jamaa el-Fna. Attenzione perchè gli orari di questi autobus di linea e i tempi di percorrenza sono molto variabili: si tratta di una soluzione per chi ha pazienza e non vuole stare necessariamente troppo comodo.
– i taxi 🚖, un mezzo un po’ più costoso (ma comunque economico), ma sicuramente più comodo e veloce.
Anche se non avete prenotato, fuori dall’aeroporto troverete moltissimi taxi. Fate però attenzione alle truffe: molti sono taxi non autorizzati che vi proporranno corse gratuite per poi spillarvi molti più soldi di quelli che dovreste pagare. Rivolgetevi quindi a quelli ufficiali che potrete riconoscere per i mezzi di colore giallo con la scritta “taxi” superiormente. I prezzi sono di solito standard, ma siamo in Marocco, quindi provate subito a contrattare o comunque stabilite sempre il prezzo prima della partenza, per non imbattersi in spiacevoli sorprese. Da tenere presente che esistono due tipi di taxi: i petit e i grand, in base al numero di passeggeri che possono trasportare. Ovviamente in più siete e più risparmierete quindi tanto vale aggregarsi a persone che devono andare nella vostra stessa direzione, magari qualcuno conosciuto in aereo. In taxi calcolate una percorrenza di circa 15/20 minuti, quindi sicuramente più veloce dei bus.
– i transfer o i taxi privati, se volete il massimo della comodità o se i vostri voli arrivano o partono molto presto o molto tardi e non vi dispiace pagare qualcosina in più. Ecco la soluzione che, a patto di una spesa maggiore -ma pur sempre contenuta- vi permette di avere zero preoccupazioni e zero rischi di fregature: prenotate il vostro transfer/taxi privato prima del volo e troverete il vostro autista ad aspettarvi all’aeroporto, con pagamento già effettuato o prezzo già accordato. Inoltre non è detto che dobbiate prenderne uno privato, esistono anche soluzioni condivise che vi permetteranno nuovamente di risparmiare: facendo una veloce ricerca sul web, vedrete che una corsa costa sui 15-18€,da dividere tra i partecipanti. Considerando i prezzi, è la soluzione che maggiormente vi consiglio!

In ogni caso se non si è già pagato alla prenotazione, è sempre necessario cambiare dei soldi in aeroporto perchè quasi nessuno accetta carte di credito, tantomeno su autobus o taxi, anche se qualcuno potrebbe accettare euro (magari perdendoci qualcosina col cambio).


Giorno 2

DA MARRAKECH A OUARZARTE
Ecco che inizia davvero il viaggio, il percorso che, attraverso bellissime fermate e scoperte, ci ha portati nel deserto!
Noi avevamo un autobus privato, con autista e guida locale parlante italiano che ci hanno accompagnati durante questi 3 giorni, ma ogni tour organizzato nel deserto è quasi sempre strutturato nello stesso modo e molto spesso anche le tappe intermedie per raggiungerlo sono le solite visto che alcuni luoghi sono veramente dei must. L’alternativa è il noleggio di un auto a Marrakech e la prosecuzione in totale autonomia.

Partenza presto, perchè la giornata è lunga, ci aspettano 210 km e molti luoghi da vedere:
📌Argane Tichka Shop
Anche se non rientra tra i paesaggi o attrazioni imperdibili del Marocco, bensì si tratta solo di un negozio, dopo 90 km e 2 ore di strada in un paesaggio lunare una pausa è doverosa, quindi ci rechiamo in questo caratteristico e accogliente rivenditore di prodotti all’Argan. Ad attenderci ci sono delle donne che lavorano manualmente alla vecchia maniera il frutto dell’Argan, simile a un nocciolo con al proprio interno delle piccole mandorle. Queste donne si tramandano secondo tradizione i passaggi della lavorazione che portano a estrarne l’olio. Sarà possibile vederle all’opera, sedute in terra su grossi tappeti, ma anche assaggiare prodotti culinari ricavati dall’argan (oli, mieli e marmellate) e comprare ogni tipo di prodotto – da quelli cosmetici per pelle, capelli, unghie, ecc a quelli medicali, come l’olio al rosmarino per il mal di testa.

📌 Tizi n’Tichka
Si riparte, ma stavolta per veramente pochissimo, infatti in appena 10 minuti si può godere della vista di uno dei più alti passi di montagna del nord Africa con i suoi 2200 mt s.l.m. Anche se non si ha l’impressione di salire così tanto, portatevi qualcosa per coprirvi perchè una volta scesi dall’autobus per fare qualche foto sentirete soffiare un vento fresco e temperature sicuramente molto più basse di quelle trovate alla partenza a Marrakech. Per arrivare fino al passo, attraverserete impressionanti tornanti, godendo però di una spettacolare vista scenografica sulla natura incontaminata: questi sono paesaggi di montagna molto diversi da quelli che siamo abituati a vedere, molto aridi e spogli, ma meravigliosi proprio per la loro peculiarità.
Godetevi il paesaggio, fate tante foto e poi pronti a ripartire!!

📌 Télouet
30 km son quelli che ci separano da Télouet, un particolarissimo villaggio berbero che sorge in prossimità delle Montagne dell’Alto Atlante. Apprezzabile già dalla strada principale che ci offre una spettacolare vista dall’alto del villaggio, è raggiungibile anche attraverso una deviazione che ci porta al suo interno, dove sorge un antica e imponente Kasbah. Questa era un tempo la residenza ufficiale del capo della tribù dei Galoui, ma è ad oggi disabitata.

🍽️  L’oasis D’or
Arrivati ad Ait-Ben Haddou 1 oretta più tardi ci siamo fermati prima a mangiare, perchè era già tardi e la tappa successiva avrebbe preso un po’ di tempo, quindi meglio farla a pancia piena! Ci siamo fermati a “L’oasis d’Or”, un ristorante abbastanza turistico, ma comodo per la visita della Kasbah di Ait-Ben-Haddou, praticamente attaccata.


📌 Ait-Ben-Haddou
Questo incantevole villaggio costruito di fango è Patrimonio dell’Unesco e il suo aspetto, nonchè la sua posizione ai piedi di un pendio ha fatto sì che diventasse un set cinematografico per moltissimi film come Lawrence d’Arabia (1962), Gesù di Nazareth (1977), Il gladiatore (2000) e per la serie tv Il trono di spade. Dopo l’avvento del turismo, dal declino si è passati all’istituzione di un vero e proprio villaggio-museo, con una quindicina di famiglie abitanti, alcune delle quali danno la possibilità di visitare le loro abitazioni, realizzate in un mix di fango, paglia e sassi. Quella di Ait-Ben-Haddou è sicuramente una delle kasbah più fotografate e uno dei siti più autentici e ben conservati del Marocco.

Ma cos’è una Kasbah? Letteralmente significa “fortezza”, “cittadella” e si tratta di un edificio, un castello o di cittadelle fortificate di origine molto antica, situate all’interno di una città. Costruite con mura alte e poche finestre, spesso sopra un pendio, si trovano in molti luoghi del Marocco da molti secoli.

📌 Kasbah Taourirt ad Ouarzazate
A 30 km da Ait-Ben-Haddou e non lontano dagli studi cinematografici Atlas, sorge Ouarzazate. La sua famosa Kasbah Taourirt era un tempo residenza del principe berbero El Glaoui, non più abitata dalla fine degli anni ’30. È stata invece trasformata in museo e utilizzata come ambientazione per numerosi film girati negli studi Atlas, paragonabili alla Cinecittà marocchina e uno dei più grandi studi cinematografici al mondo. La Kasbah si divide in due parti: una, con accesso libero, è in realtà un villaggio dove vive ancora la gente ed è visitabile sia individualmente che con accompagnatori locali che spesso parlano italiano, a cui basta dare una mancia. La seconda invece, accessibile dopo aver pagato un biglietto d’ingresso, comprende la parte più restaurata e l’antico palazzo, perfettamente conservato.

🛌 Per la notte ci siamo sistemati all’Hotel Karam Palace, a pochi passi dalla Kasbah. L’albergo è molto bello e curato, specie l’esterno che presenta una bellissima architettura e una grande piscina. Il cibo è buono e vario e il bar interno è anche uno dei pochi che vende alcolici, con una discreta carta di vini.


Giorno 3

IL DESERTO DI ERG CHEBBI
Risvegliati ad Ouarzazarte, è già l’ora di riprendere le valige e ripartire, visto che oggi è il grande giorno, ovvero quello che ci porterà nel deserto, per un’esperienza che, vi assicuro, sarà unica. Oggi sono 374 i km da percorrere, ma come nel giorno precedente, varie tappe ci porteranno fino alla destinazione.

📌Oasi del Skoura
Skoura è un’oasi che si trova alle porte della Valle del Dades, lungo la Strada delle mille Kasbah che da Telouet ci ha già portati a Ait-Ben-Haddou e poi ad Ouarzazarte, fino a qua. Si tratta di una grande distesa verde, formata da un palmeto lungo 25km e largo 10. Questa imponente oasi, distante circa 35km da Ouarzazate, è formata da ingegnosi sistemi di irrigazione sotterranei costruiti dai berberi per salvaguardare la poca acqua disponibile. Se volete visitarla, la più famosa kasbah è quella di Amridil, non lontana dalla strada principale.

📌Eau de Rose Artisanale Pure Naturelle
Percorsi altri 30 km circa si arriva nella cosidetta Valle delle Rose, così chiamata perchè in questo luogo durante la primavera nasce la rosa centifolia, conosciuta come Rosa di Maggio, che qua ha trovato l’ambiente ideale per crescere e prosperare. Se vi trovate qua nella stagione giusta, andate quindi a visitare Kellat M’Gouna, un villaggio fortificato pieno di cespugli di rose. Altrimenti, se la vostra visita avviene in inverno come nel mio caso, potete accontentarvi di visitare uno dei negozi di articoli prodotti a partire da queste rose come Eau de Rose Artisanale Pure Naturelle.

📌Valle del Dades

Continuando il nostro percorso si entra realmente nella Valle del Dades, scavata dal fiume che porta lo stesso nome. Il massimo di questa erosione culmina nella parte più settentrionale, in quelle che sono chiamate Gole del Dades, un canyon scavato naturalmente nella roccia, raggiungibile tramite una deviazione di 25 km da Boulmane Dades.  Se invece andate di fretta o vi accontentate di vedere solo le altre Gole, quelle del Todra più tardi, potrete giusto fermarvi lungo la strada, nel punto indicato da Google come “Dades view“, per ammirare una vista mozzafiato.

🍽️ Annexe Yasmina Restaurant
Troviamo questo ristorante in città a Tinghir, ma in realtà si tratta di ciò che rimane del più noto e vecchio ristorante che si trovava presso le gole del Todra, chiuso qualche anno fa a causa di ripetute frane che lo hanno danneggiato e distrutto. Comodo e spazioso, anche per gruppi.

📌Gole del Todra

Come per il fiume Dadès e l’omonimo canyon, anche il fiume Todra ha scavato una gola, tra le più spettacolari che potrete vedere. In alcuni punti, queste gole misurano solo 10 metri di larghezza, ma le maestose pareti rocciose sono alte più di 160 metri su entrambi i lati. Negli anni il fiume si è inaridito, fino a diventare visibile solo nella stagione delle piogge, ma ovviamente nel corso dei millenni la portata e la forza di questi fiumi erano ben diverse e capaci di creare questo bellissimo spettacolo naturale.

📌Erfoud
Arrivati ad Erfoud, cittadina del sud del Marocco non lontana dal confine algerino, siamo quasi arrivati alla tanto attesa meta. Se potete, vi consiglio di portare solo uno zaino/piccolo bagaglio per la notte, invece che tutta la vaglia con cui siete in viaggio. È arrivato il momento di lasciare l’autobus e di salire su delle jeep che ci condurranno fino alle dune del deserto: circa 30/40 minuti di macchina, asfaltata prima e sterrata e sabbiosa poi, ci dividono dalla distesa sabbiosa. Mi raccomando di calcolare bene i tempi di percorrenza per il deserto, per fare in modo di arrivare in tempo per godersi il tramonto.
Già, perché di questa bellissima esperienza, di cui cerco di conservare ogni momento e ogni dettaglio, saranno però due le cose di cui non vi dimenticherete mai: il tramonto sulle dune, che cambieranno colore mano a mano che il sole scende come una palla infuocata e il cielo stellato, il più lucente e spettacolare che abbiate mai visto. Non vi dimenticherete mai di queste immagini e delle emozioni che vi faranno provare queste due viste.

📌 Erg Chebbi, Merzouga
Dunque, percorsa in jeep la strada in direzione Merzouga, vi ritroverete in mezzo a un paesaggio mozzafiato, inizierete a vedere qua e là dromedari, palme isolate, piccole costruzioni, fino a che davanti a voi vedrete solo sabbia, di un colore intenso e dalle forme sinuose.
Scesi dalla jeep, alle porte delle dune sabbiose, troverete dei beduini con i loro dromedari pronti a farvi vivere la classica esperienza nel deserto: occhiali da sole, turbante in testa, un po’ di crema solare e senza che ve ne siate accorti la popolazione del luogo vi accompagnerà sulla sella di un dromedario che prestò si alzerà sulle quattro zampe (non preoccupatevi, non sono così irruenti come si crede, basta reggersi bene alle corde!) e inizierà a camminare sulle dune. I dromedari sono in genere in coppia, legati alla corda impugnata dal beduino in testa, con magari un dromedario più piccolo in coda. Sarete catturati e ammaliati dal panorama circostante e dai suoi colori, che non si possono spiegare a parole. Fatta un po’ di strada, potrete scendere e i vostri accompagnatori saranno lieti di riempirvi di foto, chiedendo ovviamente una copiosa ricompensa economica alla fine, ma non potete non immortalare questi momenti. Dopodichè, lasciate cellulari e macchine fotografiche e godetevi il momento in cui il sole sparisce tra le dune di sabbia, mentre questa cambia infinite volte colore. Fidatevi, è un momento magico.

A questo punto tornerete indietro in sella al vostro dromedario e dopo aver contrattato con i beduini per la loro ricompensa, vi assegneranno dei campi tendati. Noi eravamo nel campo tendato della “Kasbah Leila” e devo dire che le “casette nel deserto” si sono rivelate molto al di sopra delle aspettative: mi aspettavo una situazione sì abbastanza confortevole, ma più simile a un’esperienza in campeggio, invece ho trovato delle sistemazioni di mattoni e ricoperte con tende, super riscaldate, con energia elettrica e soprattuto spaziosissime, con anche un bagno in muratura! Fantastico, forse fin troppo confortevole, al punto tale che, una volta sistemati a dormire, si perde un po’ la magia di sentirsi nel deserto perchè pare più di stare in una camera d’albergo.
🍽️La cena è avvenuta nell’antica Kasbah, con cucina tipica e prodotti di ogni genere, ma la parte più sorprendente è stato il ritrovo successivo intorno a un grande falò, intrattenuti dai beduini con musica tipica e balli coinvolgenti.
Sarà stata la musica, la magia del fuoco e il cielo stellato sopra di noi, ma ho delle immagini veramente stupende stampate nella mente. E quel cielo, chi se lo scorda più, mai viste così tante stelle, non finivano mai, e così lucenti, non riuscivo a staccare lo sguardo per smettere di guardarle. Meraviglioso. 


Giorno 4

RITORNO A MARRAKECH
Questa sarà la giornata più lunga e, ad accezione del risveglio, meno interessante, visto che ci aspettano 545 km per tornare a Marrakech.

📌Sveglia all’alba e colazione nel deserto
Svegliati alle 7 per riempirsi la pancia, ci siamo poi diretti sulle dune, stavolta a piedi, a veder sorgere il sole, che al contrario del tramonto, è timido e regala colori più rosati e tenui. Lo spettacolo è comunque magnifico, ma ben presto arriva l’ora di ripartire con le jeep in direzione Erfoud.

📌Macro Fossiles Kasbah, Erfoud
Tornati a Erfoud per riprendere l’autobus, facciamo subito una sosta in un negozio di fossili marini e creazione di oggetti che vanno dai piccoli souvenir a grandi piani da tavolo o lavabo per il bagno. Erfoud è infatti la “capitale dei fossili”, tanto che molti degli abitanti vivono grazie alle attività legate ai fossili. Erfoud è inoltre anche la città sede di un famoso festival internazionale a cadenza annuale nel mese di ottobre dedicato ai datteri.

📌 Rientro a Marrakech
La giornata trascorre poi in autobus, per praticamente tutta il resto del tempo, con varie tappe solo per rifocillarsi e andare in bagno. Se vi annoiate, guardate fuori dal finestrino: il panorama, arido e roccioso, è magnifico. Per il rientro, abbiamo utilizzato una strada alternativa, ovvero quella che passa per Alnif e Tamezmoute, per poi ricongiungersi ad Ouarzazate e continuare con la strada dell’andata.

🍽️ Kasbah Ennakhile
Ci siamo fermati in questo luogo per il pranzo, un ristorante con una bellissima visuale su un grandissimo palmeto. Il ristorante offre un menù da cui selezionare un antipasto e un piatto unico a scelta.

🛏️ L’albergo in cui abbiamo dormito il primo giorno e in cui siamo tornati per le ultime 4 notti è “Hotel Ayoub” in cui le camere sono bellissime, pulite e molto spaziose e il personale gentile. Nella struttura, distante 3,5 km dal centro città, è presente una sala da tè, una piscina esterna e una spa con hammam e centro massaggi.
Mi sono trovata bene nell’albergo incluso nel pacchetto, certo è che se avessi dovuto scegliere da sola, avrei scelto una sistemazione più vicina alla medina, magari un riad, l’abitazione tradizionale urbana, per vivere la vera e autentica cultura marocchina.


Giorno 5

MARRAKECH – I giorno: La Medina
Eccoci finalmente a visitare ed esplorare la “capitale del Sud Marocchino“, anche detta “la città rosa” a causa dei palazzi color ocra rosati che caratterizzano tutta la medina, ma anche la parte più nuova della città. Marrakech, incontro culturale tra Africa, Arabia e Europa, è una città tra le più turistiche del Marocco, assaltata ogni anno dai turisti. I lussureggianti palazzi, la storia millenaria che trapela in ogni vicolo, la vivacità della medina, i profumi e i colori dei souk, rendono questa città unica.

Il primo giorno a Marrakech è dedicato alla scoperta del centro della sua MEDINA, ovvero la parte antica della città, risalente all’XI secolo e patrimonio dell’Unesco. Toglietevi dalla testa di seguire un itinerario preciso, perchè tra vie strette, mercati e confusione, perdersi sarà semplicissimo. Godetevi la Medina in ogni angolo e non abbiate paura di perdere la strada, vi porterà a scoprire qualcosa di entusiasmante in ogni vicolo, se invece proprio non sopportate l’idea di visitare questo luogo in modo casuale, scegliete una visita guidata in italiano.

📌Moschea della Koutoubia e Parc Lalla Hasna
Visibile da gran parte della Medina, questa moschea sarebbe letteralmente la “moschea dei librai” visto che questi vendevano le loro merci fuori da questo luogo. Si tratta della Moschea più importante di Marrakech. L’accesso, così come per tutte le altre Moschee – a eccezione di quella di Hassan II a Casablanca – è libero solo ai Musulmani, mentre gli altri si dovranno accontentare di ammirarla da fuori. Vale comunque la pena, perchè l’architettura è magnifica e il minareto ne è il suo punto forte, con i suoi 69 mt di altezza.
Attaccato alla Moschea, troviamo il Parco Lalla Hasna, un luogo piacevole dove rilassarsi e ammirare una bella vista della Moschea da una panchina del giardino.


📌 Piazza Jemaa-el-Fnaa

A pochi minuti dalla Moschea della Koutoubia, si trova il cuore pulsante di Marrakech, il suo simbolo e punto di riferimento: Piazza Jemaa-el-Fnaa.
Anche se il suo aspetto migliore si può ammirare solo col calare del sole, grazie al mercato serale che ogni giorno la riempie, già dalla mattina questa piazza è un via vai di persone, banchi di ogni genere, incantatori di serpenti e ambulanti con scimmie che fanno capriole in mezzo alla strada (non fotografatele se non volete essere infastiditi dalle richieste insistenti di soldi da parte dei possessori).
Passateci, ma promettete di tornarci più tardi per il tramonto, è un’esperienza unica!!!


📌 I Souk

Una volta entrati in questi mercati, cambierà innanzitutto la vostra idea di mercato e poi potranno succedere due cose: li amerete o li odierete. Già perchè personalmente ho amato l’atmosfera, l’autenticità, la varietà di questo luogo, ma la sua visita può risultare anche molto stressante e tortuosa. I souk sono i tipici mercati di Marrakech, il cuore degli scambi commerciali da secoli, oggi principalmente attrazione turistica.
Attenzione, perchè parlare di mercato è improprio, visto che ce ne sono a decine, con nomi diversi a seconda dei prodotti venduti. Entrati in un mercato, continuerete a vagare per le stradine e non vi renderete bene conto del passaggio da un souk all’altro, se non per i diversi prodotti che vedrete in vendita. Se ripenso alla mia visita, penso a tantissimi odori, colori, contrattazioni, penso ai motorini che sfrecciano in strade strettissime, alle urla dei mercanti e alle volte alla loro insistenza: spesso non sapevo dove mi trovavo e dove andare per proseguire, ma è stata un’esperienza unica. Se volete una visita più organizzata, ne potrete trovare a bizzeffe su internet, a partire da questa.
Tra i principali souk della città troviamo: il Souk El Attarin -il “Mercato delle Spezie”-, il Souk Haddadine -quello dei fabbri-, il Souk des Teinturies-dove vengono tinti capi di lana in grandi vasche-, il Souk Semmarine – che vende principalmente scarpe – il Souk Fekharine – che vende ceramiche, e tanti tanti altri!

📌 Madrasa di Ben Youssef
Probabilmente avrete visto delle foto di questo incantevole luogo, un ex collegio islamico detto appunto “Madrasa”, chiuso nel 1960 e riaperto al pubblico come attrazione nel 1982. L’architettura islamica emerge solo una volta entrati in questo luogo: tantissimi decori, in particolare nel cortile interno.
La scuola – la più grande del Marocco – poteva ospitare fino a 900 studenti, con le sue 130 stanze. E’ stata fondata dal sultano Abou El-Hassan a metà del XIV secolo.


📌 Il magico tramonto dalle terrazze di Jamaa el-Fnaa

Tra le cose da non perdersi a Marrakesh: ammirare il tramonto da uno delle tante terrazze che circondano Piazza Jamaa el-Fnaa. Noi abbiamo scelto il Café de la Place, ma poco cambia: entrate nel bar, chiedete di consumare un tè o qualsiasi altra cosa e guardate lo spettacolo di fronte a voi. I tramonti a Marrakech sono indimenticabili e l’atmosfera dalla piazza è magica, visto che contemporaneamente Jamaa-el-Fnaa si animerà con il mercato notturno e assisterete allo spettacolo dei muezzin, ovvero gli incaricati dalla moschea che dall’alto del minareto richiamano -attraverso megafoni- i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno. Trovarsi in piazza a Marrakech significa sentirne molti contemporaneamente e trovarsi esattamente al centro tra loro. Nel frattempo, il sole starà tramontando lasciando impressi nella vostre menti bellissimi ricordi.


Giorno 6

MARRAKECH – II giorno
📌 Porta di Bab Agnaou
Le porte di Marrakech sono state fatte costruire dall’emiro allora al potere- Ali Ben Youssef- per difendere la città e non far entrare nessuno di notte, quando esse venivano chiuse. Le porte sono state costruite con una miscela di fango, paglia e calce, per circa 10 metri d’altezza, dotate di buchi per far entrare l’aria rinfrescante all’interno della città. Delle 12 porte originarie, 8 sono ancora in uso e quella di Bab Agnaou è quella che meglio si è conservata.

📌 Moschea di Moulay El Yazid
Andando verso le Tombe Saadiane, passerete per questa bellissima, anche se non famosa, moschea, anche nota come moschea Al Aadam o della Kasbah. Fu costruita tra il 1185 e il 1190 e recentemente ristrutturata, anche se visitabile solo dall’esterno per i non musulmani.

📌 Tombe Saadiane
Questo luogo ospitava le tombe della famiglia reale marocchina della dinastia sa’diana, dal XVI secolo e, vista l’importanza delle salme che ospitava, l’architettura e il design sono molto curati. Il ritrovamento di questo sito risale al 1917, scoperta dopo la quale sono state aperte al turismo. Non è un luogo molto grande, ma ha due sale principali di cui spicca in particolare la Camera delle Dodici Colonne, dove sono seppelliti il sultano Ahmad al-Mansur e la sua famiglia. La stanza è piena di decorazioni, stucchi, piastrelle smaltate e colorate come un mosaico. Le colonne e le lapidi sono realizzate con il marmo di Carrara.

📌 Palazzo El Badi
Poco lontano dalle tombe Saadiane, troviamo il palazzo El Badi, che io ho deciso di vedere solo da fuori, essendo la visita a pagamento, ma rimanendone solo i resti, nonostante fosse stato fatto costruire per mostrare la ricchezza del Sultano. Dopo la caduta dei Sa’adiani, il palazzo è caduto in rovina e i materiali preziosi al suo interno sono stati riutilizzati in altri palazzi della città.

📌 Mellah, il quartiere ebraico di Marrakech e la sua sinagoga
Mellah è il nome del vecchio quartiere ebraico della città di Marrakech, fatto costruire dai Sultani sa’adiani visto che al tempo la comunità ebraica era una risorsa finanziaria molto importante. Essi vennero “confinati” in questa zona non potendo acquistare edifici al di fuori del quartiere. Qua troverai vicoli molto stretti, ma soprattutto la sinagoga Slat al-Azama. A circa 200 metri dalla sinagoga si trova il Cimitero di Miara, il più grande cimitero ebraico del Marocco.


📌 Palazzo El Bahia

Il palazzo El Bahia rappresenta una delle architetture più importanti della città. Esso fu l’antica residenza del Visir, che da schiavo riuscì ad ottenere questa importante carica. Il palazzo, costruito alla fine del 1800 con l’intenzione di creare il palazzo più impressionante di tutti i tempi, è ad oggi ben tenuto, ma spoglio, poiché alla morte del Visir, molte persone e le donne che ci abitavano portarono via tutto (egli viveva in questa abitazione di 150 stanze insieme alle sue 4 spose e ben 24 concubine). Magnifiche stanze si alternano con meravigliosi spazi all’aperto e giardini, peccato solo per alcuni lavori nella corte principale al momento della mia visita.
Il costo della visita è di 70 Dirham.


📌 Hammam
Durante una vacanza in Marocco, non potete perdervi l’esperienza di un vero Hammam marocchino: qui è una vera e propria cultura. Un vero e proprio rito di pulizia, uno scrub completo che vi porterà via strati e strati di pelle con guanti passati con molta molta energia: non vi preoccupare se la pelle inizialmente diventerà rossa, state invece attente se avete una pelle molto sensibile. Preparatevi anche alle secchiate di acqua, lanciate come gavettoni a Ferragosto!


Giorno 7

ESSAOUIRA
Se volete fare una gita fuori porta, a circa 3 ore di autobus da Marrakech troverete questa incantevole cittadina portuale del XVIII affacciata sull’oceano, denominata anche Mogador e costruita con pesanti influenze europee (a causa della ristrutturazione affidata ad un architetto militare francese). Non ci si reca certo ad Essaouira per ammirare chissà quale monumento o museo, ma per assaporare l’aria di mare del Marocco, per rilassarsi con una bella passeggiata.

📌Le caprette sugli alberi di Argan
Nonostante sapessi della loro veridicità, ho dovuto vederle dal vivo per convincermi che le foto fossero vere: lungo la strada per Essaouira, a pochi km, sulla strada cominceranno ad apparire alberi di Argan e state pur certi che li riconoscerete subito, perché su di essi vedrete incredibilmente arrampicate e in perfetto equilibrio, decine di capre. Da anni infatti in questa zona, le capre sono state educate e abituate a salire sugli alberi, fino a 10 metri di altezza e rimangono lì, come appollaiate, in decine e decine sopra un albero solo. Non stupitevi se mentre sarete intenti a scattare foto, un abitante del luogo vi catapulterà una dolce capretta in braccio (ovviamente per chiedervi soldi in cambio successivamente). Non perdetevi assolutamente questa tappa.


📌 La Medina di Essaouira e il Souk

Dal 2001 la Medina di Essaouira è inserita nei patrimoni mondiali dell’UNESCO. Nonostante non sia enorme, è comunque affascinante camminare per le sue strade lunghe e strette, dove si respira un’aria tipicamente marittima, dove si cammina con calma, ci si gode il tempo e dove il turista si sente proprio in vacanza. Se partite dalla zona del mare, vi troverete prima nei pressi di Piazza Moulay Hassan, la piazza principale di Essaouira, da cui si snodano le varie stradine. I souk sono vivaci, vari, movimentati, ma finalmente non vi troverete assaliti dai motorini a destra e sinistra come a Marrakech.

📌Le Mura della città e i bastioni
Ad Essaouira non si può non costeggiare le mura difensive affacciate sull’oceano e salire sulla cosiddetta Skala de la Ville, ovvero l’imponente bastione panoramico. Lungo le mura, vedrete una distesa di centinaia di cannoni e l’effetto è davvero molto scenografico.

📌 Porticciolo e Porta di Bab El Marsa
Dirigendosi verso il porticciolo, si arriva prima davanti al Castello Reale, risalente al XVI secolo e poi a Bab El Marsa, l’antica porta d’ingresso al movimentatissimo porto. Qua sentirete proprio chiaramente l’odore di mare e di pesce fresco e vedrete tantissimi gabbiani che riempiono le stradine e le barchette parcheggiate a schiera.


📌 Spiaggia

Come non finire la giornata nella grossa spiaggiona di Essaouira, rilassandosi cullati dal rumore delle onde e, perchè no, nelle stagioni più calde, facendo un bel bagno (tenete conto che si parla dell’Oceano, quindi l’acqua non è caldissima). Potrete fare una lunga passeggiata o distendervi a prendere il sole e godervi l’atmosfera in attesa del rientro a Marrakech.

🍽️ DOVE MANGIARE AD ESSAOUIRA
Per il pranzo, vista la località dove ci trovavamo, abbiamo deciso di mangiare qualcosa di diverso, ovvero il pesce. Ci siamo diretti al Restaurant du Coeur, trovato su internet: devo dire che la qualità era ottima e il pesce era cucinato bene, alla marocchina, ovvero sempre con molte spezie, ma ben equilibrate. Unica pecca, il ristorante non è sul mare.


Giorno 8

RITORNO IN ITALIA
E’ arrivato il momento di tornare in Italia e con le stesse modalità dell’andata si torna all’aeroporto, arricchiti culturalmente da questo bellissimo viaggio in questa meravigliosa terra nord-africana!

Città, Italia, Tour a tappe

Itinerario di 3 giorni in Val d’Orcia (e dintorni)

La campagna toscana. Puro incanto, colori nitidi e contorni netti. E da qualche parte un borgo sulle colline che ti fa brillare gli occhi.

FABRIZIO CARAMAGNA

Forse sono di parte se dico che la mia amata Toscana è un posto magico, ma credo che chiunque altro l’abbia visitata, esplorata e vissuta possa dire lo stesso.
La Val d’Orcia in particolare è una zona unica, di un fascino straordinario, con i suoi castelli medievali, le sconfinate colline, gli antichi borghi e gli infiniti viali di cipressi. Tutto questo, e molto di più, fa parte dei meravigliosi paesaggi collinari che ne hanno fatto Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2004.
Questo territorio, che ha ispirato molti pittori rinascimentali, è anche il luogo di nascita di alcuni dei più preziosi ed apprezzati vini italiani, come il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, ma anche di molte altre specialità: il pecorino di Pienza, l’intenso olio di oliva, la selvaggina e tanto altro.

Ho visitato la Val d’Orcia a OTTOBRE 2021 per un week-end all’insegna del relax, del buon cibo e del buon vino e devo dire che è stato proprio così. Il tempo si è fermato e come mai in nessun altra vacanza mi son goduta la pace, il cibo, ogni paesaggio, ogni odore, ogni raggio di sole.

IL CONSIGLIO: USARE L’AUTO 🚗 
Se volete davvero rilassarvi, per questa vacanza scegliete l’auto. Vi permetterà di spostarvi tra le varie tappe liberamente, comodamente e sarà anche molto piacevole guidare in mezzo a questi panorami favolosi! Le tappe sono varie, non lontanissime tra loro, ma è necessario spostarsi da un borghetto all’altro, con più mete nella stessa giornata quindi se volete davvero esplorare bene la zona scordatevi i mezzi pubblici, che vi farebbero solo stressare (bisognerebbe necessariamente prendere i bus urbani e stare ai loro tempi e sarebbe magari difficile raggiungere un buon agriturismo per mangiare, un’azienda vinicola per una degustazione o un bel podere storico per trascorrere la notte nella pace che solo questo territorio può offrirvi.


Giorno 1

Partenza! Per me era abbastanza vicina: partivo dalla costa livornese. Proprio grazie al mio punto di partenza e la strada che comunque avrei dovuto fare ho deciso di dedicare il primo giorno a tre zone che in realtà non fanno parte della Val d’Orcia, ma che mi ci hanno piacevolmente accompagnato. In realtà si sono rivelate, seppure un po’ off-topic, tra le mete più interessanti di tutto il viaggio: siamo andati prima a Volterra, antichissimo paese della Valdicecina, tra le principali città-stato Etrusche e abbiamo arricchito il giro del già spettacolare borgo con la visita ai padiglioni dell’Ex Manicomio, che stra-consiglio!
Dopo il pranzo a Volterra, abbiamo raggiunto già la terra senese esplorando Monteriggioni, un borgo medievale che mi ha lasciato a bocca aperta!
E’ ora il momento di Siena, che non necessita di presentazioni! Essendoci già stata moltissime volte per me è stata per lo più un appoggio per la notte, ma un giro nel suo centro storico è sempre super gradito e, almeno Piazza del Campo – la famosa piazza del Palio – e la meravigliosa Cattedrale sono dei must che non potete proprio perdervi.

Anche se non fanno proprio parte della Val d’Orcia, il mio consiglio è di esplorare queste tre tappe, magari anche al ritorno dalla Val d’Orcia…comunque sia: non perdetevele!

VOLTERRA, la città etrusca

Volterra è una cittadina medievale, ma di origine etrusca, ed esplorandola potrete vivere tutta la sua secolare storia. E’ qua che la scrittrice Stephenie Meyer ha immaginato l’ambientazione del secondo capitolo della saga di Twilight, ma se volete camminare sugli stessi terreni del set dovrete aspettare, perché in realtà le scene sono state girate a circa 100 km di distanza, a Montepulciano.
Girando per Volterra vedrete anche molti oggetti realizzati in alabastro visto che, secondo un’ antica tradizione cittadina, il paese ricava il prezioso materiale dalle cave limitrofe sin dai tempi degli etruschi. 

 📌 Ex Manicomio di Volterra
Ne avevo sempre sentito parlare, essendo il vecchio manicomio più vicino a casa mia, nominato dalla generazione dei miei nonni in molte storie, ma in realtà si tratta del più grande manicomio d’Italia. 400mila m2 di superfice, di cui restano tanti padiglioni in disuso, abbandonati, altri riscoperti e altri ancora integrati nell’attuale ospedale di Volterra di Santa Maria Maddalena. Fu fondato nel 1888 e da 30 i malati diventarono, già ad inizio ‘900, più di 1000. Purtroppo finivano qua anche molti cittadini solo a causa di condizioni di povertà e scarse condizioni igienico-sanitarie: si trovavano costretti in queste strutture, trattati da pazzi, alla ricerca di diritti e dignità e non tanto aiutati a guarire, quanto abbandonati. Oltretutto, per espandersi, anche i pazienti furono impiegati come forza lavoro per costruire sempre più edifici. Solo con la Legge Basaglia l’ospedale Psichiatrico iniziò a dimettere pazienti.
Insomma, la storia del Manicomio, è davvero fitta ed interessante e potete scoprirne di più sul sito ufficiale, che trovate qui.
Grazie ai volontari, per lo più cittadini volterrani, il manicomio e la sua storia continuano a vivere, grazie a interessantissime e appassionate visite guidate tra i principali padiglioni, che vi faranno davvero vivere, almeno un po’, la situazione che sopportavano gli ospiti di questa struttura.

La prenotazione per la visita, con apposito form sul sito, è obbligatoria e si svolge generalmente il sabato e la domenica, con due turni, alle 11 e alle 14 (controllare bene il sito per le disponibilità).
La visita dura circa 2 ore e 30 e il costo è di 10€ (ad ottobre 2021), comprensivo di visita ai padiglioni  Charcot, Maragliano e Ferri e al museo dell’Associazione.

La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

SIMONE CRISTICCHI – Ti regalerò una rosa

Il famosissimo brano vincitore del Festival di Sanremo 2007 “Ti regalerò una rosa“ è in realtà tratto da una lettera dei primi decenni del secolo scritta da un internato del manicomio di Volterra e mai recapitata, «buttata in mezzo alle scartoffie, tra le cartelle cliniche dimenticate» come ha detto Simone Cristicchi, autore del brano, che ha intrapreso un viaggio nel manicomio. Grazie a questi ritrovamenti, e ad altri reperiti in altri manicomi d’Italia, Cristicchi ha scritto il suo intero disco “Dall’altra parte del cancello“.

Dopo l’emozionante visita del Manicomio, è arrivato il momento di vedere il centro di Volterra, magari dopo una bella mangiata.

 DOVE MANGIARE A VOLTERRA
🍽️ La Carabaccia – Piazza XX Settembre 4/5, 56048
Trattoria nel cuore di Volterra, di quelle che ti fanno sentire a casa, in cui si mangia bene e di qualità. Il menù cambia ogni giorno, ma la scelta è comunque varia e per ogni palato. Servizio impeccabile, gentili e disponibili.
Assaggiate i pici all’aglione: è una ricetta della tradizione contadina, originaria della Val di Chiana che unisce due grandi elementi della cucina toscana, ovvero i pici – un particolare formato di pasta tipico della zona e del senese – e l’aglione, una varietà di aglio coltivata solo nella zona sud della Toscana, più grande rispetto all’aglio, ma dal sapore più delicato.

📌 Fortezza Medicea
L’elemento più di risalto nello skyline volterrano è la Fortezza, voluta da Lorenzo il Magnifico, non solo a scopo difensivo, ma anche di controllo da parte di Firenze dopo la conquista di Volterra. Non è visitabile perché ospita una prigione. Adiacente alla Fortezza Medicea si trova uno degli archi di ingresso della città, Porta a Selci.

📌Teatro Romano
Camminate per le vie del paese, fino a quando vi troverete vicino alla porta Fiorentina, in Via Lungo Le Mura del Mandorlo, a guardare dall’alto una bellissima struttura, conservata fino ad oggi: il Teatro Romano. Costruito nel I secolo DC, l’anfiteatro sorge su un più antico sito etrusco ed è uno degli esempi di teatro romano meglio conservati e più belli di tutta Italia. Dietro il teatro, ci sono i resti delle terme romane del IV secolo e del foro romano. Il sito è stato rinvenuto solo nel 1951 a seguito di scavi archeologici.
Se volete visitarlo ed esplorarlo, il sito è aperto tutti i giorni da marzo a novembre, mentre il resto dell’anno solo il fine settimana. Il prezzo del biglietto intero ammonta a 15€, mentre il ridotto (per studenti universitari con tesserino, ragazzi 6-18, over 65, Soci Coop, FAI, TCI) a 12€ – prezzi di ottobre 2021.

📌Piazza dei Priori
In questa bellissima piazza si trova il municipio più antico di tutta la regione, cioè Palazzo dei Priori, costruito nel 1208, anche se la sua torre fu distrutta durante un terremoto e ricostruita nel XIX° secolo. La sua architettura ha ispirato la realizzazione del Palazzo Vecchio a Firenze. Oggi è sede di parte degli uffici comunali e di mostre temporanee.
Oltre a Palazzo dei Priori, nella Piazza si possono ammirare anche Palazzo Pretorio con la famosa Torre del Porcellino (chiamata così per la particolare forma della pietra apposta, che rappresenta un maialino, o forse un cinghiale) e altri edifici importanti come il Palazzo Vescovile.

📌 Duomo e Battistero
A breve distanza da Piazza dei Priori, in Piazza San Giovanni, sorge il Duomo, un edificio romanico del XII secolo costruito dove un tempo sorgeva un’altra chiesa. L’interno è stato modificato alla fine del XVI secolo in stile rinascimentale. Il Battistero, sito nella stessa piazza, è invece una struttura del XIII secolo, a base ottagonale. 

📌 Punto Panoramico in Piazza Martiri della Libertà
Uno degli scatti più famosi di Volterra è scattato da Piazza Martiri della Libertà: da qua si vede il Battistero e tutta la collina toscana intorno. Non perdetevelo!

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40 km (circa 45 minuti di auto)
da Volterra a Monteriggioni
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MONTERIGGIONI, la città castello

[…] però che, come in su la cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
così la proda che ‘l pozzo circonda
torregiavan di mezza la personali orribili giganti,
cui minaccia Giove del cielo ancora quando tona»

Dante Alighieri, Inferno canto XXXI, vv. 40-45

Impostate il navigatore, direzione Monteriggioni! Arrivati nel piccolo paesino del Senese, parcheggiate in quello che sulle mappe trovate segnalato come “Parcheggio pubblico“, proprio di fronte a una bellissima vista sulla collina circostante, oppure al “Parcheggio Cipressino“, poco più sotto ma comunque vicino.
Già dalla strada, noterete un piccolo borgo di appena 10mila abitanti, circondato da mura circolari e torri ben conservate, situato sulla sommità di una piccola collina coltivata a vigne e olivi. Il castello venne fondato nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena, con scopo difensivo contro la rivale Firenze, funzione che cessò a partire dalla metà del Cinquecento, quando Monteriggioni, insieme all’intero Stato Senese, venne annesso a quello fiorentino.
L’atmosfera è davvero unica e suggestiva, tanto che vari registi del calibro di Mario Monicelli, Francesco Nuti e Neri Parenti, hanno ambientato i loro film proprio a Monteriggioni, nei pressi del castello. Gli appassionati di Assassin’s Creed, invece, potranno ritrovare nel paese le ambientazioni delle gloriose gesta di Ezio Auditore. In particolare, negli episodi Assassin’s Creed II e Assassin’s Creed: Brotherhood, il castello di Monteriggioni è sede della residenza della famiglia Auditore, oltre ad essere il luogo dove si trova la cripta degli assassini. E’ proprio in questa ambientazione che si tiene ogni anno a luglio si tiene un’importante festa medievale, durante la quale nelle strade e nelle piazze si alternano danze in costume, spettacoli e iniziative di vario tipo.

Il centro storico di Monteriggioni, di forma quasi circolare, è davvero molto piccolo, con un diametro di soli 170 metri, ma non fatevi spaventare: è un concentrato di bellezza!
Ecco cosa non perdervi:

📌 Le mura
Le mura di Monteriggioni hanno una forma ellittica, costituite da 15 torri e due porte. E’ possibile passeggiare lungo le mura, anche se non nella loro totalità: esistono due tratti calpestabili, detti camminamento sud e camminamento nord. La passeggiata sulle mura è dunque molto corta, ma comunque suggestiva, perché regala splendide visuali, sia del paese dall’alto, sia sulla campagna circostante. La camminata non è comunque indispensabile secondo me, visto che appunto per il momento non si può percorrere tutto il percorso circolare.
Ad ogni modo, se decidete di pagare il biglietto, questo costa 4€, comprensivo di un piccolo museo. Le biglietterie sono aperte tutti i giorni dalle 09:30 alle 13:30 e dalle 14:00 alle 19:30 (aggiornato a ottobre 2021).

📌 Le porte
Le porte d’accesso alla città sono due: Porta Franca, o porta Romea (visot che guarda verso Roma), e Porta Fiorentina, o di San Giovanni. Esse si trovano alle due estremità opposte del centro, e sono collegate da Via I Maggio. La più utilizzata per l’accesso è sicuramente la Porta Franca, dato che i parcheggi si trovano da questo lato, però non perdetevi la Porta Fiorentina, perché da qui c’è un bellissimo panorama sulle colline senesi, che vi auguro di ammirare al tramonto, come è successo a me: sarà uno di quei tramonti che non vi scorderete mai!

📌 Piazza Roma e Chiesa di Santa Maria Assunta
La piazzetta principale della città, ospita la chiesa di Santa Maria Assunta, una piccola chiesetta, dei primi anni del 1200, con una facciata in pietra in stile romanico. Sul retro della chiesa spunta il campanile, a pianta quadrata.
Nella piazzetta troverete anche tavoli all’aperto dove rilassarsi sorseggiando un buon vino o un semplice caffè!

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18 km (circa 22 minuti di auto) da Monteriggioni a Siena
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SIENA

Come ho già detto, per me Siena è stata perlopiù un appoggio per la notte in questa vacanza e solo una visita veloce, motivo per cui non la tratterò approfonditamente in questo articolo. Sicuramente se voleste visitarla bene, vedendo tutti i suoi magici luoghi e monumenti, magari entrandoci, vi servirebbe tutta la giornata (se avete un giorno in più fermatevi qua il giorno successivo al vostro arrivo e poi continuate il tour)! Se però siete solo di passaggio potete fare un giro veloce e anche se l’avete già vista, come è successo a me, non vi stancherete mai di ammirare Piazza del Campo, considerata una delle più belle piazze al mondo, con il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia. L’altra tappa imperdibile e unica nel suo genere è il Duomo di Siena, uno dei più belli che io abbia mai visto, dominato dalla bicromia tra bianco e nero.

🛌 DOVE DORMIRE A SIENA
Ho dormito a Villa di STR grazie a una Smartbox che avevo ricevuto in regalo e, tra le strutture presenti a Siena, c’era questo B&B di cui sono rimasta piacevolmente sorpresa: belle camere e pulite, parcheggi gratuiti nelle vicinanze (su Via Vittorio Emanuele oppure al parcheggio “Il Campino”) e situato a 10 minuti a piedi dal centro storico di Siena, comodissimo per visitarla!


Giorno 2

Fatta la colazione e salutata Siena, siamo pronti per un’altra giornata toscana, quella che veramente ci porta nel cuore della Val d’Orcia: eccoci nei paesi di Montalcino e Pienza (che per me è stata la ciliegina sulla torta di questo bellissimo viaggio), pronti per una degustazione per assaporare il Brunello e scoprirne la storia. Per non farci mancare niente, non poteva mancare la visita a due simboli della Val d’Orcia: i cipressi di San Quirico e la Cappella della Madonna di Vitaleta.

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43 km (circa 50 minuti di auto) da Siena a Montalcino
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MONTALCINO, il paese del Brunello

📌 Il paese di Montalcino
Montalcino è un piccolo paese medievale che deve la sua fama alla produzione del Brunello. Consiglio di camminare senza meta tra i suoi vicoli, ammirare le cantine e i rivenditori di vino e contemplare gli scorci che, dal paese, regalano bellissime viste sulla collina circostante.
Le Mura intorno alla cittadina furono innalzate nel 1100: la fortificazione, lunga ben 4 km, alterna 13 torrioni e 6 porte. A dominare c’è la Fortezza di Montalcino, o La Rocca, eretta nel 1361 quando Montalcino passò sotto il dominio di Siena. Qui si tiene ogni anno, nel mese di Luglio, il famoso Jazz & Wine Festival.
Passeggiando per Montalcino, sarà impossibile non passare per Piazza del Popolo, cuore pulsante del paese, caratterizzato da numerose logge e dal Palazzo dei Priori, con la sua alta e stretta torre, oggi sede del Comune.
A fianco della Chiesa della Madonna del Soccorso, appena fuori dalle mura, c’è un’area verde con delle panchine dove rilassarsi, con una vista impagabile. Su Google Maps è indicata come “Relaxing view“.

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6 km (circa 10 minuti di auto) da Montalcino a Corte Pavone
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📌 Visita guidata e degustazione a Corte Pavone
Un bellissimo cancello con muretto in pietra e un viale di cipressi che sembra infinito, intorno una vista cinematografica: eccoci all’ingresso, spettacolare, della Tenuta Corte Pavone, di fronte a Montalcino. 19 ettari di terreno e una varietà di vini, biologici e biodinamici, che si basa quasi esclusivamente su un solo vitigno, il Sangiovese.
La cantina è stata fondata del 1979, dalla famiglia altoatesina Loacker. Dal 1998 è il figlio del fondatore ad occuparsene e oggi, insieme ai fratelli, mantiene in vita la storia della famiglia. Questa storia, insieme a molte altre, verranno raccontate durante la visita guidata nel vigneto e nella voltaia, accompagnata da una degustazione con spuntini. L’attività è prenotabile su Tripadvisor a questo link, secondo disponibilità. Prezzo ad Ottobre 2021: 35€
Durante la visita (che per noi si è svolta in modalità privata essendo da soli), viene spiegato tutto il processo di produzione del vino, dalla coltivazione e dalla scelta delle uve e dei terreni, fino alla raccolta, all’imbottigliamento e all’invecchiamento, visualizzando tutti i vari luoghi dove questo processo ha vita.
Una di queste visite è assolutamente imperdibile durante un giro della Val d’Orcia sia per approfondire e scoprire meglio argomenti già conosciuti, sia per chi, come me, della materia ne sa ben poco e vuole scoprire qualcosa in più su questo affascinante mondo, che ha dietro di sé un duro lavoro e un bisogno di innumerevoli conoscenze, anche teoriche.
Il tutto si conclude con uno spuntino e con la degustazione di pregiati vini, con l’aiuto e l’accompagnamento di esperti che vi faranno apprezzare ancora di più questi preziosi prodotti.

Per i più curiosi e per chi volesse approfondire, l’azienda ha altri sedi (e quindi altri vini) in Maremma e in Alto Adige, vicino a Bolzano. Tutte le informazioni necessarie sono sul sito ufficiale dell’azienda.

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15 km (circa 19 minuti di auto) da Corte Pavone-Montalcino ai Cipressi di San Quirico
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CIPRESSI DI SAN QUIRICO D’ORCIA

Uno dei luoghi più amati e fotografati della Val d’Orcia, icona indiscussa dell’immagine della Toscana e dell’Italia intera, è sicuramente il boschetto di cipressi sulle colline di San Quirico d’Orcia. Appartengono, non a caso, al gruppo di 55 piante toscane inserite nell’elenco degli alberi monumentali italiani che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico o per l’importanza storica e culturale che rivestono.
Trovarli è semplice, basta percorrere la Via Cassia e arrivare in prossimità del km 189, in località “i Triboli“.

Nel periodo in cui ho visitato i cipressi ho avuto la possibilità di ammirare le dodici opere monumentali di Helidon Xhixha, sparse tra la Val d’Orcia, e presenti anche a San Quirico. Le sculture, in tutto 12, realizzate in acciaio lucido e levigato, sono state create per celebrare i 50 anni di “Forme nel Verde”, la più longeva mostra internazionale di scultura. Alcune delle opere sono disposte negli Horti Leonini di San Quirico, nei pressi della cappella di Vitaleta, a Bagno Vignoni e in piazza del Duomo a Siena. Al centro del gruppo dei Cipressini, trova posto l’opera Ionic Column, che cattura e riflette gli alberi con la sua superficie a specchio.

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11 km (circa 13 minuti di auto) dai Cipressi di San Quirico alla Cappella della Madonna di Vitaleta
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CAPPELLA DELLA MADONNA DI VITALETA

La Cappella della Madonna di Vitaleta è una chiesina tardo-rinascimentale, di proprietà privata, ma è possibile comunque visitarla esternamente e ovviamente fotografarla. Per arrivare, si percorre la strada provinciale 146 di Chianciano e poi si seguono le indicazioni per la Cappella. Benchè si possa giungere quasi a ridosso della chiesa, in realtà è necessario parcheggiare l’auto in un piazzale e percorrere circa 200 metri a piedi lungo un sentiero ben visibile.

Negli spazi verdi attigui alla chiesa si trovavano, nel periodo della mia visita, le opere Conoscenza e Abbraccio di Luce di Helidon Xhixha.

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6,5 km (circa 11 minuti di auto) dalla Cappella della Madonna di Vitaleta a Pienza
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PIENZA, la “città ideale”

Per visitare Pienza, esistono vari parcheggi a pagamento appena nei dintorni del centro storico, altrimenti, se volete un parcheggio gratuito, quello di Via S. Gregorio è molto vicino al centro storico (circa 300 m) e comodo per raggiungerlo, se trovate posto libero.

Un tempo Pienza era una città medievale, ma fu rasata al suolo e ricostruita da Papa Pio II in stile rinascimentale. Proprio nel Rinascimento, veniva chiamata la “Città ideale”. L’architettura, la vista panoramica e l’atmosfera che si respira in questo borgo ha ispirato artisti, pittori, fotografi, ma anche registi come Franco Zeffirelli, che ha trovato qui l’ispirazione per il film Romeo&Giulietta.
Personalmente, Pienza è stata in assoluto il borgo che mi è piaciuto di più dell’intera Val d’Orcia, una chicca da non perdersi, affascinante e romantica!
Come gli altri borghi è di piccole dimensioni, ma ci sono dei luoghi che non potete perdervi:

📌 Piazza Pio II – Duomo di Pienza, Palazzo Piccolomini e Palazzo vescovile
La piazza Pio II, cuore del borgo, prende il nome da Papa II Piccolomini, che ricostruì la Pienza rinascimentale. Gli edifici della piazza sono costruiti in travertino, che dona loro un bel color miele.
Nel centro della piazza spicca il Duomo di Pienza, o Cattedrale dell’Assunta, che ospita importanti e notevoli dipinti dei più rinomati artisti del epoca. Sopra l’antica cripta si erge un campanile dalla forma ottagonale.
Sulla destra del Duomo si trova il Palazzo Piccolomini, la cui loggia si affaccia su un meraviglioso giardino pensile con una vista panoramica eccezionale. Proprio il palazzo, fu scelto da Franco Zeffirelli per girare alcune scene del film Romeo e Giulietta. Fuori dal Palazzo si può ammirare il bellissimo “Pozzo dei cani“.
A sinistra del Duomo, troviamo il Palazzo Vescovile, conosciuto come Palazzo Borgia, visto che fu donato da Pio II a Rodrigo Borgia, poi divenuto papa Alessandro VI. L’edificio, caratterizzato dalle finestre a croce guelfa, oggi ospita il Museo Diocesano, istituito nel 1901 per ospitare un percorso espositivo di opere d’arte di 11 sale.

📌 Palazzo comunale
Di fronte al Duomo, troviamo il Palazzo Comunale, antica residenza dei Priori della cittadina e per questo chiamato anche Palazzo Pretorio. Esso rappresenta l’ultimo edificio costruito nella piazza di Pienza, nel 1400. È caratterizzato da un portico di tre arcate appoggiate su colonne ioniche.

📌 Le “strade dell’amore”
Molte delle strade della parte rinascimentale di Pienza portano nomi romantici. Camminate perdendovi per le stradine del borgo e troverete “Via del bacio“, “Via della fortuna” e “Via dell’amore“.

Non perdetevi un aperitivo all’Idyllium, un bar nato nelle ex scuderie di Palazzo Piccolomini che offre una bellissima vista sulle colline circostanti. Il locale è diventato famoso anche grazie all’ampio utilizzo di erbe spontanee locali.

Chiuso il martedì.

🛌 DOVE DORMIRE A PIENZA
Se cercate il soggiorno perfetto, Borgo Sant’Ambrogio fa per voi! Si tratta di una vera e propria oasi di relax, composta di un podere e tanto verde, oltre che una grande piscina. La struttura, immersa nel verde, è panoramica e accogliente. Va raggiunta in auto, visto che non si trova proprio nel centro di Pienza, bensì a 8 km da esso, ma è proprio la sua posizione a donargli un’ottima vista sul territorio circostante.

Se sceglierete come noi la mezza pensione, troverete una colazione abbondante, variegata e con ottime scelte “casalinghe”. Per quanto riguarda la cena, l’atmosfera è magica, a partire dalla bellissima sala, al servizio impeccabile e alla qualità del cibo.


Giorno 3

Il terzo ed ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla visita degli ultimi due importanti paesini della Val d’Orcia, ovvero Bagno Vignoni e Montepulciano, passando per la bellissima e caratteristica “Strada della Foce”, una delle vie di cipressi più famose al mondo.

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15 km (circa 20 minuti di auto) da Pienza a Bagno Vignoni
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BAGNO VIGNONI, la città termale

Arrivati a Bagno Vignoni vi troverete di fronte a un borgo unico al mondo, composto da soli 30 abitanti. Infatti, la particolarità unica della “città termale” è la piazza centrale (o Piazza delle Sorgenti), risalente al Cinquecento, occupata da una grande vasca piena di acqua termale. Intorno alla vasca, assolutamente non balneabile, si affacciano edifici rinascimentali e il loggiato di Santa Caterina da Siena. Le acqua dalla vasca vanno in parte ad alimentare i numerosi stabilimenti termali distribuiti in tutto il paese ed in parte si dirigono verso una vicina rupe calcarea. Proprio dalla rupe le acque precipitano nel fiume Orcia nasce il cosiddetto “Parco dei Mulini“, in nome degli antichi mulini conservati nei sotterranei e delle vasche di accumulo che vanno a formare le terme libere di Bagno Vignoni. Il parco dei Mulini è liberamente visitabile e una visita merita davvero la pena per osservare da vicino quest’opera di ingegneria idraulica complessa. In estate, potrete trovare persone che fanno il bagno nella vasca di accumulo del Mulino di Mezzo, di color turchese grazie al calcare depositato sul fondo. C’é anche una cascatella usata come idromassaggio e diversi rivoli ideali per pediluvi. L’acqua è appena tiepida, quindi se volete provare un bagno, recatevi a Bagno Vignoni nella stagione calda.

La sorgente d’acqua termale racchiusa nella vasca rettangolare cinquecentesca ospitava, nel periodo della mia visita, un grande Iceberg in acciaio emergente dal fondo della vasca, appartenente alla serie di opere di Helidon Xhixha, già incontrate in altri borghi della Val d’Orcia.

Se volete trovare altre terme libere nei pressi della Val d’Orcia, guidate altri 17 km a partire da Bagno Vignoni: arriverete a Bagni San Filippo, un altro paese di sorgenti naturali termali, molto meno famose e affollate delle altrettanto toscane Terme di Saturnia, ma lo stesso stupende! Circondate da formazioni calcaree e cascate, sapranno regalarvi non solo un bellissimo bagno in acque calde, ma anche un paesaggio pazzesco. Non da meno, sono completamente gratuite!

🍽️ DOVE MANGIARE A BAGNO VIGNONI
Non potrete andarvene da Bagno Vignoni senza aver assaggiato le prelibatezze del ““, molto vicino alla Piazza Centrale. Troverete un servizio veloce e gentile, buoni prezzi e una vasta scelta di cibo, sia sul menù che fuori menù. Nel giorno della mia visita ho trovato un piatto fuori menù strepitoso che vi consiglio: gli spaghetti alla chitarra al vino con guanciale e pecorino.

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15 km (circa 17 minuti di auto) dalla Bagno Vignoni al punto panoramico della Strada della Foce
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LA STRADA DELLA FOCE

Il simbolo più famoso del paesaggio toscano sono le stradine curve contornate dai cipressi che salgono per le meravigliose colline. Nonostante di queste strade ce ne siano molte, la Strada della Foce è tra le più famose e suggestive. Questa si trova nella strada che da Chianciano scende verso la Val d’Orcia.
Un’altra tra le più fotografate è quella che porta da Montepulciano a Monticchiello!

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12,5 km (circa 18 minuti di auto) dal punto panoramico della Strada della Foce a Montepulciano
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MONTEPULCIANO, la città del vino nobile

Il piccolo borgo di Montepulciano è noto a livello internazionale soprattutto come una delle migliori aree vinicole al mondo. Per visitarla al meglio, la cosa migliore è percorrerla tutta a piedi, dalla parte bassa della città fino a risalire verso il centro del borgo (portatevi delle scarpe comode perché le salite sono tante!).
E’ per le sue vie che sono state girate varie scene di New Moon (sebbene spacciate per Volterra).

📌 Chiesa di Sant’Agostino
Partendo dalla parte bassa del borgo, per intendersi dalle parti di Porta al Prato, si risale il paese e una dei primi edifici che si incontreranno sarà la Chiesa di Sant’Agostino, situata in Piazza Michelozzo e risalente al 1285.

📌 Torre di Pulcinella
La torre dell’orologio di Pulcinella è un originale edificio con orologio ancora funzionante situato in piazza Michelozzo, vicino alla chiesa. Secondo la leggenda, fu un vescovo napoletano a porre la statua di Pulcinella sulla torre. Ad oggi elettrico, un tempo era caricato tutte le sere dal signor Dino e dalla signora Marisa, sua moglie.

📌 Museo Civico
Il Museo Civico di Montepulciano, situato a pochi passi da Piazza Grande, è collocato all’interno di Palazzo Neri Orselli. Esso ospita la Pinacoteca Crociani, composta da circa 180 dipinti risalenti agli anni dal XIV al XIX secolo.

📌 Piazza Grande
Eccoci arrivati nel cuore di Montepulciano, nella sua piazza centrale, interamente pedonale.
In questa grande piazza svetta, maestoso, il Palazzo Comunale dalla facciata in stile gotico-rinascimentale, progettata dall’architetto fiorentino Michelozzo che voleva ricordare Palazzo Vecchio. Al centro della facciata è possibile ammirare la Torre civica.
Altro edificio della piazza, di minor impatto, è il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria Assunta, risalente alla fine del XVI secolo, dalla facciata incompiuta e con una torre campanaria del ‘400.
Nella Piazza sorgono anche vari palazzi: davanti al Palazzo Comunale si trova il Palazzo Contucci, mentre davanti alla Cattedrale si trovano, da sinistra verso destra, Palazzo Capitano del Popolo ed il Palazzo Nobili Tarugi. Tra questi due edifici è possibile ammirare il pozzo dei Grifi e dei Leoni, che presenta al centro lo stemma dei Medici.

📌 Fortezza Medicea
La Fortezza è originaria del 1200, ma è stata più volte distrutta e ricostruita durante la sua storia, poichè al centro delle guerre tra Siena e Firenze. L’aspetto che ha oggi risale al 1885, quando fu ristrutturata dal senese Augusto Corbi. Al suo interno, per buona parte è adibita a spazio espositivo, altre zone sono invece riservate ad un’università americana.

📌 Belvedere Porta di Collazzi e Tempio di San Biagio
La chiesa, o tempio, di San Biagio, si trova a poche centinaia di metri dal centro di Montepulciano ed è raggiungibile a piedi o in auto, oppure è apprezzabile dal Belvedere Porta di Collazzi, vicino alla Fortezza.

📌 Porta delle Farine e Belvedere
Quello di Porta di Collazzi non è l’unico belvedere di Montepulciano e le viste che offre questo borgo sono mozzafiato da ogni angolo. Da Porta delle Farine, una delle porte di accesso al borgo, c’è un’altra magnifica vista da cui osservare un bellissimo tramonto.

📌 Cantina Ercolani
Sicuramente uno dei luoghi più particolari che ho visto in questo viaggio l’ho scoperto entrando nella cantina Ercolani: qui non troverete solo svariate qualità di vini e assaggi di cibo toscano, ma scoprirete una vera e propria città sotterranea (che si può visitare gratuitamente). Già, perché sotto i palazzi nobili del centro si trova un labirinto di cunicoli e cripte, all’interno dei quali la famiglia Ercolani espone fossili, strumenti di tortura e reperti legati al mondo del vino. Inoltre, è qui che si trovano botti di rovere adibite all’invecchiamento del vino Nobile del Montepulciano D.O.C.G. e Vin Santo di Montepulciano D.O.C.


Che giorni rigeneranti, all’insegna del buon cibo e del buon vino e di panorami mozzafiato. Tre giorni in Val d’Orcia vi ricaricheranno, vi rilasserete e vi sembrerà di trovarvi in un luogo lontano dal tempo.
Quindi, se avete un weekend libero, che aspettate ad andare?!